Sermig

Meditate gente...

di Aldo maria Valli - Una nevicata, i voli cancellati. Nell’aeroporto sull’isola di Hokkaido i giapponesi, pazienti, aspettano in silenzio, come sempre disciplinati. Un gruppo di turisti cinesi invece protesta, strepita, e la polizia giapponese è costretta a intervenire.
È soltanto uno dei tanti episodi che vedono coinvolti turisti cinesi, ormai noti per la loro maleducazione. Da quando i cinesi, grazie al boom economico, hanno incominciato a viaggiare per turismo (mete preferite Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Hong Kong, Thailandia e Francia), è esploso anche il problema del loro comportamento.

In Giappone sono stati pubblicati opuscoli per invitare i cinesi a non fare chiasso e a rispettare le regole. In un pieghevole diffuso a Hokkaido si legge fra l’altro: per favore, non ruttate, gettate la carta igienica nei wc, non rubate le posate nei ristoranti.
Un albergo giapponese, esasperato dai furti, ha stampato in cinese un elenco degli oggetti della stanza con il relativo prezzo.
A Taiwan albergatori e operatori turistici temono che la crescita del turismo dalla Cina allontani altri viaggiatori. I cinesi, per esempio, sono grandi fumatori, e gettano le cicche per strada, cosa che provoca orrore sull’isola.

All’aeroporto di Jeju, in Corea del Sud, si sono visti turisti cinesi gettare per terra, prima dell’imbarco, gli imballaggi degli oggetti comprati al duty free.
Spesso nei Paesi visitati i cinesi si affidano ad agenzie del loro Paese, che provvedono a gestire tutto, senza alcun beneficio per le strutture locali. Così in Thailandia è stata prevista una tassa di ventisei euro per ogni cinese in ingresso.

In attesa che i cinesi imparino a comportarsi meglio (sempre che sia tutto vero ciò che si racconta, e che non ci sia anche una punta di razzismo), a noi italiani non resta che meditare: anche noi gettiamo cartacce e mozziconi per terra, alziamo la voce, non sappiamo restare in coda. Però non ruttiamo. Almeno in pubblico.

Aldo maria Valli
THE INSIDER
Rubrica di NUOVO PROGETTO