Sermig

Educhiamoci alla pace

Rosanna Tabasso - QUELLO CHE CONTAdi Rosanna Tabasso - A cosa serve impegnarsi per la pace? Tanto la pace si allontana sempre più dall’orizzonte di questo mondo. A cosa serve parlare, esortare alla pace, marciare per la pace? Tanto gli scenari non cambiano mai. A cosa serve radunare migliaia di giovani sotto la bandiera della pace? Tanto non potranno mai decidere per la di pace. A cosa serve l’appuntamento di Padova? Tanto il giorno dopo tutto sarà uguale. A cosa serve? Tanto… È un ritornello che ci frulla nella testa quando ci troviamo davanti a proposte e scelte più grandi di noi. Ci pare sia frutto di un sano senso della realtà, ma riassume la stanchezza, il disorientamento, la disillusione di molti verso l’impegno per la pace, aspirazione profonda di ognuno ma percepita come un’illusione impossibile da realizzare.
Oggi se non vedi subito il tuo pensiero realizzato, lo scarti. Abituati a esprimere il nostro pensiero con un clic, con un post, comodamente seduti in poltrona, non possiamo dedicare tempo ad un pensiero complesso come la pace che richiede tutto l’impegno di una vita e non basta ancora. E poi diffidiamo dei grandi raduni perché, semmai, questi impegni si condividono con coloro con cui ci si trova già in sintonia.

Recentemente abbiamo riordinato per capitoli gli oltre cinquant’anni di storia del Sermig, abbiamo messo a fuoco le intuizioni, le motivazioni di tante iniziative, abbiamo riletto scritti e documenti. L’impegno per la pace è uno dei temi dominanti nei nostri Arsenali che diffondiamo attraverso mostre di sensibilizzazione, incontri con testimoni aperti a tutti, marce e tende della Pace nelle piazze ove sovente predisponiamo anche presìdi e altre iniziative.

Il motivo – ben chiaro – è sempre lo stesso: sollecitare le coscienze di tutti ed in particolare dei giovani, affinché scoprano l’aspirazione alla pace bene primario per l’umanità. Educarci ed educare alla pace come stile di vita personale e comunicarlo a quante più persone possibile. Imparare a conoscere e ad accogliere la complessità dei percorsi di pace senza perdersi, senza scoraggiarsi, senza sentirsi inutili. Trasmettere la visione biblica di pace: non solo assenza di guerra, ma vita buona e pienezza per tutti “Per i miei fratelli e i miei amici io dirò “su di te sia pace” (Sal 122,8), dono di Dio che soddisfa ogni nostra aspirazione: “Pace in terra a tutti gli uomini che egli ama” (Lc 2,14) e richiede responsabilità dell’uomo che si impegna a viverla in prima persona “per quanto dipende da voi vivete in pace con tutti…non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Rm 12,18.21).

L’impegno per la pace non può essere accantonato con il ritornello: “a cosa serve? Tanto…”. Abbiamo il dovere di viverlo e trasmetterlo ai giovani nella sua complessità come percorso di tutta la loro vita, come il bene essenziale per la vita dell’umanità. Abbiamo il dovere di educarci tutti e sempre alla pace, specialmente nelle epoche in cui pare impossibile realizzarla, abbiamo il dovere di cercarla, prepararla, desiderarla.
Ci raduneremo a Padova, migliaia di giovani e di adulti, non in modo virtuale ma in carne ed ossa, per una giornata che riassume l’impegno per la pace di tanti e per ripartire con un impegno rinnovato: l’odio non fermerà la pace.

Ripartiamo dal crederci insieme, ripartiamo dal pensare la vita come vita buona per tutti, ripartiamo dall’amore come unica strada per realizzarla. Porteremo quanta più gente possibile, con il passaparola, perché un gesto, una parola, un esserci può cambiare un tratto della propria storia e della storia di tanti. Ci raduniamo a Padova per una tappa del percorso di educazione permanente cui tutti siamo chiamati, per trasmetterci le motivazioni di un impegno che coinvolge e abbraccia tutta la nostra vita. Non c’è il tutto ora e subito quando si tratta della pace, ma c’è un camminare attraverso complesse scelte quotidiane, personali o anche comuni che, poi, investono l’intera comunità.

Radunarci a Padova comporta una fatica, comporta un costo personale pari all’impegno che ci mettiamo. Una fatica e un costo che nessuno vedrà: sarà conseguenza della decisione di molti offrire se stessi perché in qualcuno dei giovani presenti o anche assenti, nei giovani in difficoltà ovunque siano, si schiudano scelte, decisioni, cambiamenti che diano futuro alle loro vite e alla pace. Non sapremo mai cosa produrrà la nostra offerta nel cuore delle persone, ma sarà come il passaggio di linfa da una radice ad un’altra. L’impegno per la pace più efficace è quello che si consuma nei cuori delle persone: lontano dagli sguardi, sotto terra dove la vita nasce, si sviluppa e cresce prima di venire allo scoperto.
Il 13 maggio a Padova oltre a ciò che vivremo insieme, oltre a ciò che vedremo e ascolteremo, ci sarà la straordinaria ricchezza di chi metterà in circolo tutto se stesso perché i giovani trovino la via della pace.

Rosanna Tabasso
QUELLO CHE CONTA
Rubrica di NUOVO PROGETTO