Sermig

Santi in frac

di Annamaria Gobbato - Di lui Carlo Maria Martini scrisse: “Fu un grande costruttore”. Vescovo di Milano a 44 anni, Andrea Carlo Ferrari fu creato cardinale da Leone XIII nel 1894. Pur essendo molto legato alla persona del papa, dalla Curia romana negli anni gli arrivarono diversi problemi a causa del suo forte interessamento alla questione sociale, equivocato per modernismo.

Il suo segretario don Giovanni Rossi (futuro fondatore della Pro Civitate Christiana di Assisi) ricorda: “Il cardinal Ferrari fece nella diocesi milanese quattro visite pastorali: lo rivedo nelle sere di maggio, sulle rive dei laghi, quando camminava, pregando il rosario, preceduto e seguito da folle...”.

Istituisce sinodi diocesani, i giornali cattolici, la Gioventù cattolica maschile e femminile, le più svariate opere di assistenza agli operai. E ancora: l’Associazione Pro Cultura, la cattedra di Sociologia in seminario, tenuta da Giuseppe Toniolo. Anche l’Università Cattolica di Milano è nata dal suo cuore. “Dopo la disfatta di Caporetto, dal Friuli e dal Veneto le popolazioni, per sfuggire al nemico invadente, si riversavano in Lombardia... una folla di vecchi, donne e bambini senza casa, senza denaro, senza abiti, senza più nulla. Finché ne ebbe, ad ognuno il Cardinale donava una manciata di monete d’argento”.

Gli ultimi anni di episcopato segnarono la sua operosità specie a favore dei giovani, sentiva necessario formare giovani che si dedicassero a far conoscere anche al di fuori della Chiesa Gesù Cristo. Seppe valorizzare il laicato. “È necessario che oggi sugli altari ascendano santi in frac, per far sentire a tutti i fedeli che la perfezione cristiana e l’apostolato non sono privilegio del clero e dei religiosi, ma di tutti quanti hanno ricevuto un battesimo e una cresima”.

È stato beatificato il 10 maggio 1987.

Annamaria Gobbato
TERRA&CIELO
Rubrica di NUOVO PROGETTO