Sermig

5 minuti in silenzio

di Domenico Agasso jr - «Spegniamo tv e radio e pensiamo alla vita», così «scopriremo Dio». Infatti se si mette in atto questo silenzio (aggiungendo lo spegnimento dei telefonini, aggiungiamo noi), in mezzo alle cose brutte» si potrà vedere «la bellezza della speranza del Signore. E tutti saremo pieni di gioia». papa Francesco lo afferma nell’omelia a Casa Santa Marta il 6 aprile, sottolineando che bastano 5 minuti: semplicemente stando «seduti» e «pensando alla propria storia».

Il Pontefice basa la sua predica su Abramo, mettendo in evidenza che il Signore è sempre fedele alla sua alleanza: lo è con Abramo e alla salvezza promessa in suo Figlio Gesù Cristo. Dopo avere avuto il figlio a 100 anni e nonostante la moglie sterile, «figlio ragazzo, adolescente», ad Abramo «viene chiesto di offrirlo in sacrificio: obbedì e andò avanti contro ogni speranza. E questo – dice il vescovo di Roma – è nostro padre Abramo, che va avanti, avanti, avanti, e quando Gesù dice che Abramo vide il suo giorno, vide Gesù, fu pieno di gioia. Sì: vide in promessa quello e quella gioia di vedere la pienezza della promessa dell’alleanza, la gioia di vedere che Dio non lo aveva ingannato, che Dio è sempre fedele alla sua alleanza».

Inoltre nella Genesi Dio gli dice che la sua discendenza sarà numerosa come le stelle del cielo e la sabbia che è in riva del mare. Ecco che così oggi ognuno può dire: «Io sono una di quelle stelle. Io sono un granello della sabbia».

Il consiglio papale è «guardare la storia», perché «io non sono solo, sono un popolo. Andiamo insieme. La Chiesa è un popolo». Ma non un popolo qualunque, è quello «sognato da Dio, un popolo che ha dato un padre sulla Terra che obbedì, e abbiamo un fratello che ha dato la sua vita per noi, per farci popolo. E così possiamo guardare il Padre, ringraziare; guardare Gesù, ringraziare; e guardare Abramo e noi, che siamo parte del cammino».

Ecco l’appello: «Vi invito a prendere, oggi, cinque minuti, dieci minuti, seduti, senza radio, senza tv; seduti, e pensare alla propria storia: le benedizioni e i guai, tutto. Le grazie e i peccati: tutto.

... Se oggi facciamo questo, scopriremo la bellezza dell’amore di Dio, la bellezza della sua misericordia, la bellezza della speranza. E sono sicuro – conclude – che tutti noi saremo pieni di gioia».

Domenico Agasso jr
PONTIFEX
Rubrica di NUOVO PROGETTO