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È giunto il tempo!

Cesare Falleti - CUORE PUROdi Cesare Falletti - Il tempo è nostro amico o è un nemico? Scorre: all’inizio porta la vita, la fa crescere, conduce verso la maturità e dona un orizzonte di speranza. In seguito sembra installarci su un trono, come se durasse per sempre; ma poi l’impressione è che porti via tutto, la vita, le speranze, le iniziative, come se una pioggia di cenere sommergesse tutto. È amico o nemico? Se ci poniamo in questa ottica, dopo una certa età sembra che non ci sia altro giudizio che quello del salmo che dice all’amico che ha tradito: «Se fosse un nemico… ma sei tu, mio compagno, mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, verso la casa di Dio camminavamo in festa».

Lo sguardo da porre sulla vita però è un altro. Ogni volta infatti che ci poniamo davanti alle cose e alle persone come proprietari siamo destinati alla tristezza, alla delusione, all’amarezza; se invece guardiamo tutto come un dono, ciò che ne segue è sorpresa e stupore. Il tempo è un dono, come gli altri sono un dono, come le cose sono un dono, come la vita è un dono. Dono è lo scorrere dei giorni con le variazioni sul tema: vita. Variazioni che non si ripetono e che rilanciano temi nuovi. Non è sempre l’allegretto o l’andante mosso; talvolta è un lento maestoso, talvolta è con passione, altre volte diventa una melodia triste, per poi ritornare all’allegro vivace. La bellezza della sinfonia non è in un particolare movimento, ma nel succedersi di tutti. Se la vita è un dono, il tempo lo è anche, necessariamente, e lo si riceve come è donato, con gratitudine, perché ogni istante è ricco di un presente e aperto sul futuro. Se mi fermo a una sola battuta per controllarne le note non capisco cosa si sta suonando e che ci sto a fare io nell’orchestra. Talvolta mi sembra che ci sia dissonanza, stonatura; così anche quando non considero l’accordo nella sua interezza e ne vedo una sola nota e non il tutto, oppure non tengo conto degli altri strumenti che suonano con me. Non vivo nel tempo in un solo attimo, eppure devo esserci interamente e con attenzione, aperto al fluire del tempo che lascia apparire un capolavoro, momento dopo momento. La maturità e il duro impegno del lavoro, della famiglia, delle responsabilità non rubano la giovinezza, la lasciano fiorire e maturare. La vecchiaia che, spoglia di tante sovrastrutture, mostra la bellezza della persona umana che non si vanta delle sue ricchezze, ma si appoggia, quasi mendicante, sugli altri, potendo solo più amare umilmente; in questo modo manifesta una bellezza che già si apre allo splendore della Comunione divina, in cui il tempo non ci sarà più, non servirà più. E in cui ogni mutamento sarà solo la crescita dell’amore verso una dimensione infinita.

Orologio da taschino semisepolto dalla sabbiaIl tempo è il luogo della vita e la vita ci è data per amare, cosa che è l’unica che, a detta di San Paolo, «non passerà». No, non possiamo perdere niente, nulla ci è tolto dallo scorrere del tempo, il quale non è l’amico che tradisce, ma ciò che, col cuore in festa, ci conduce nella casa di Dio, nella casa della Vita e nella casa dell’amore e quindi della felicità. Non c’è altra conversione da vivere, perché quando il nostro sguardo sa vedere il tempo come un dono e riceverlo con gratitudine, non si può desiderare altro e si avanza con cuore fermo, senza voltarsi indietro.

Anche il dramma del mondo ferito, nel quale viviamo, ci chiede solo di amare; non di lamentarci o disperare. Le lacrime che si versano non sono segno di rabbia o disperazione, non sono avarizia contraddetta, ma compassione, amore tenero e profondo. Sono acqua che fertilizza un terreno arido perché porti frutti di vita. Abbiamo vissuto la Pasqua e la viviamo ogni giorno, per alcuni in una natura che rinasce, per altri nello spogliarsi che prepara l’inverno. Ma a tutti è offerta la Vita che rimane.

Cesare Falletti
CUORE PURO
Rubrica di NUOVO PROGETTO