Sermig

Una buona spremuta

di Simone Bernardi - All'Arsenale della Speranza è appena arrivato un gruppo di giovani volontari. Scherzando, li accogliamo così: «Che bello che siete qui, sta per arrivare un camion di sacchi di cemento da scaricare!». Loro rimangono un po’ interdetti e sorridono leggermente. Dopo alcune ore capiscono che forse quel camion non arriverà, ma che lo scherzo, comunque... era serio.

«Cosa avevate in mente quando ascoltavate il verbo “accogliere”?», chiediamo, in un momento di verifica, prima di salutarci. Le risposte riconducono, grosso modo, a quello che appare su Google quando digiti la parola “accogliere” e clicchi su “immagini”: qualcuno con le mani aperte e le braccia tese per ricevere qualcun altro. Bello. Raramente appaiono ferri da stiro, lenzuola da piegare, bagni da pulire, insomma, mani aperte e braccia tese a fare quei servizi che, di fatto, garantiscono il ristoro necessario agli stanchi e oppressi che ininterrottamente attraversano il nostro portone.

E di cosa c’è bisogno per scaricare questo tipo di sacchi? Di forza? Di entusiasmo? Forse no, o comunque non solo, sono cose che finiscono. C’è bisogno di un grande desiderio, di un sogno, di motivazioni che facciano da contrappeso e che alimentino non solo le forze, ma soprattutto lo sforzo e la sua bellezza.

Vivo in Brasile. FaceTime mi permette di scambiare uno sguardo e due parole con le mie nipoti in Italia, quasi ogni giorno. Oggi, mia sorella mi racconta che Angelica, la più grande, la sera prima aveva chiesto di fare uno spuntino notturno, sul balcone, a lume di candela. Siccome c’erano le stelle cadenti, se ne avesse vista una, avrebbe dovuto esprimere un desiderio... ma lei, giocando d’anticipo: «Mamma, l’ho già spremuto il desiderio!».

“Accogliere” è questo: l’immaginario collettivo esprime (forse) il desiderio, generico ed astratto, di cambiare il mondo, ma se lo rappresenta con le immagini di Google. Invece, questo desiderio va spremuto, fino all’ultimo grammo di polpa, instancabilmente, perché possa uscire il succo della speranza.

Simone Bernardi
OBRIGADO
Rubrica di NUOVO PROGETTO