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Cittàuto

di Carlo Degiacomi - Quando un tema è molto complesso e difficile da interpretare è bene uscire dai singoli particolari e esaminarlo da più lontano. Vi propongo di farlo con il difficile tema dell’automobile e della mobilità urbana in due puntate.

Come ragionare da informati su un futuro comune per l’auto e le città?
Nell’industria dell’auto sono nate grandi innovazioni tecnologiche, organizzative, di produzione, di mercato. Tra le novità: la produzione concentrata per economie di scala; il dimezzamento dei periodi di vita dei modelli; l’aumento di produttori e consumatori fra i Paesi emergenti; l’innovazione spinta dalla sfera tecnologica digitale, elettronica e informatica; l’aumento di offerta di servizi, finanziamento, assistenza; l’utilizzo al posto della proprietà; l’uso razionale dell’automobile senza rinunciare all’offerta e all’uso di mezzi diversi, specie tra i giovani.
Produzione. Da 57 milioni di veicoli a motore prodotti nel 2001 a oltre 90 milioni nel 2016 (per 1/4 veicoli commerciali, per 3/4 di automobili). Dove? 35 milioni in Europa Occidentale, Stati Uniti (in discesa) e Giappone. 35 milioni nei Paesi emergenti (per mercato estero e interno) Brasile, Russia, India, Cina. Dal 2015 nel mondo 1 auto su 4 è prodotta in Cina. L’Africa per ora è irrilevante anche nei consumi.
Vendite. Su 10 nuovi veicoli venduti nel mondo: 5 sono venduti in Asia e medio Oriente; 3 nelle Americhe; 2 in Europa. Nel mondo vi sono 18 automobili ogni 100 abitanti. Con differenze enormi: 81 (su 100 abitanti) Usa, 59 Europa occidentale (69 Italia), 61 Giappone, 18 America Latina, 10 Asia (10 Cina, 2 India), 4 in Africa. In Italia 7 auto ogni 10 abitanti (compresi anche anziani e minorenni). L’automobile è insieme: libertà e tecnologie innovative, bellezza e sicurezza della mobilità individuale (fattori positivi); inquinamento e congestione (negativi).

Gli effetti di 1 miliardo di veicoli.
Quali le preferenze oggi? Quali aspetti e innovazioni delle vetture contano di più nei vari mercati? I bisogni di mobilità sono diversi nelle aree extraurbane, rurali o urbane?
L’automobile è stata ed è oggetto dominante negli stili di vita e di consumo. Le auto continuano a trasmettere emozioni e identità (status symbol) con il loro design, marchio, colore, aspetto e ad essere vissute come carattere distintivo del proprio status economico, della propria personalità. Gli automobilisti sono oggi più consapevoli, chiedono un’automobile sicura, ecologica, che si guida sempre più da sola.
Tra le esigenze di massa dei guidatori: adozione estesa, in ogni gamma, di alte tecnologie per sicurezza, affidabilità, comfort, design; nuove dotazioni tecniche; valorizzazione di elementi specifici del veicolo; servizi aggiuntivi, consumi bassi e meno emissioni…

Fonti energetiche alternative al petrolio. L’aspetto ambientale ha un ruolo importante nel presente e nel futuro. Le auto attuali inquinano meno del passato, ma non basta. L’inquinamento senza soluzioni delle città pesa nelle scelte di mobilità urbana. Vari filoni in sviluppo: auto ibride (integrazione motore benzina e elettrico); auto elettriche; auto a idrogeno (motore con elettricità prodotta a bordo da idrogeno); auto a metano, biodisel, etanolo, butano (il metano è poco sviluppato al di fuori dell’Italia. Il bioetanolo è una realtà nell’America Latina). Tutte le soluzioni hanno aspetti negativi e positivi, problemi risolti o da affrontare.

Obiettivo incidenti zero? Esempi.
Frenata di emergenza. Se, su ogni vettura, i conducenti fossero preavvisati 0,5 secondi prima si eviterebbero il 60% degli incidenti, il 90% con preavviso di 1 secondo (prevenzione delle collisioni con assistenza e servofreno combinate). Lo slittamento sull’asfalto. Il motivo del 40% degli incidenti mortali. La tecnologia ESC (Etectronic Stability Control) è obbligatoria dal 2014 sulle nuove auto in Europa. Se fosse presente su tutte le auto permetterebbe di ridurre all’80% questi incidenti. L’automobile “vede” i pericoli; per evitare incidenti corregge gli errori del guidatore ed è autonoma in alcune operazioni.

Quale sarà lo sviluppo dell’auto?
L’auto aumenta la sua “intelligenza” perché evita ostacoli di qualsiasi genere e natura; percepisce incertezze e problemi nella guida anche “osservando” il guidatore; dialoga con le centraline del traffico e con i semafori; è programmabile negli spostamenti e nella velocità con il navigatore, indica i tempi di percorrenza grazie alle informazioni che scambia oggi con punti di raccolta dati, domani con la rete stradale e gli altri mezzi di circolazione e reagisce di conseguenza automaticamente. È sempre maggiore il ruolo delle tecnologie digitali, in grado di “leggere” la realtà in modo fidabile, in alcuni casi applicate, in altri sperimentate.
Si potrà fare a meno del guidatore grazie agli automatismi, tecnologie e dispostivi già introdotti su vetture di serie? Sì, ma nel traffico urbano? Se ne parla in questi mesi in una piccola mostra al Museo dell’Automobile: Muoversi con leggerezza. Ne parliamo nella prossima puntata.

Carlo Degiacomi
AMBIENTE
Rubrica di NUOVO PROGETTO