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Beati i poveri perché

di Rinaldo Fabris - È nota la buona notizia con la quale Gesù inaugura il suo annuncio storico in Galilea: le beatitudini. Ma non a caso vi sono due edizioni di questo programma di felicità rivolto ai poveri. “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio”, così dice Luca 6,20; “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”, scrive Matteo 5,3. Su queste due forme della buona notizia evangelica si è già divisa la Chiesa dei primi tempi, e si sono divisi i cristiani. I poveri sono quelli che mancano dei beni essenziali, come dice Luca (beati quelli che hanno fame, beati quelli che sono afflitti), che mancano del conforto, della gioia della salute? Oppure i poveri sono gli umili, i puri di cuore, i misericordiosi, quelli che operano la pace, come dice Matteo? Cioè la povertà è un’indigenza, una miseria, una mancanza di beni, e in quanto tale apre a Dio? è il luogo dove si manifesta a Dio? oppure i poveri sono tali in quanto umili, misericordiosi, integri di cuore, più aperti a Dio e agli altri? L’essere poveri è una mancanza o una virtù?

Progetto n. 2 – 1984Già il termine italiano povero deriva da una parola latina che significa avere poco. Ma non è questo il senso biblico. Anche dire ultimi non ci aiuta molto. Gli ultimi sarebbero quelli che mancano di salute, di dignità, e questo li fa già clienti di Dio, sacramento e segno della manifestazione di Dio? Oppure sono più disponibili e aperti all’azione di Dio, hanno meno pretese? Sono cercati da Dio perché non hanno l’egocentrismo del ricco, del potente, dell’acculturato, dell’onesto, del religioso? Ecco dunque il problema: chi sono i poveri? E perché Dio cerca i poveri? In quanto sono più virtuosi, o perché hanno bisogno? E perché il vangelo li chiama felici, fortunati? Credo che Gesù amasse troppo queste persone per le quali ha lasciato l’attività di falegname, ha rischiato la vita e si è giocato tutta la sua esistenza, per dire al malato: “Fortunato te che sei malato!”. Con i gesti di Gesù poi non si può giustificare questa interpretazione: beato il povero perché è povero. Il vangelo spiega subito: perché vostro è il regno di Dio, perché sarete consolati, perché sarete saziati, perché sarete figli di Dio… Cioè i poveri sono beati perché Dio interviene. Il motivo della beatitudine non è una privazione, ma neppure una qualità morale che i poveri avrebbero in quanto poveri.

da Progetto n. 2 – 1984

Rinaldo Fabris
PROGETTO VINTAGE
Rubrica di NUOVO PROGETTO