Sermig

“Tutt’Orecchi”

di Stefano Caredda - È l’iniziativa di Auser, una delle organizzazioni più importanti fra quelle che si occupano di anziani.
Quando si invecchia, o più in generale quando accade qualcosa che ci rende meno autonomi e indipendenti, si apprezza moltissimo l’aiuto che la tecnologia riesce a dare. Un supporto che a volte è fondamentale per mantenersi vitali e non lasciarsi andare. Con un punto di domanda: la disponibilità economica. Crisi economica a parte, quello di “poterselo permettere” in questi casi è un punto dirimente. Pensate agli anziani, a quelle persone che passano i 70 o gli 80 anni e via via si accorgono di non sentirci più tanto bene: prima solo qualche sensazione, poi col tempo la certezza, anche perché nel frattempo figli e nipoti senza rifletterci troppo mettono il dito nella piaga con qualche «pronto, ma mi hai sentito?», «ma stai diventando sordo?» e simili. Inizialmente ci si ride anche sopra, ma poi la questione diventa tutt’altro che simpatica. E bisogna correre ai ripari. Anche, appunto, con la tecnologia.

«La riduzione dell’udito incide fortemente sull’isolamento sociale dell’anziano: in moltissimi casi, a causa dei costi elevati degli ausili, ma anche delle difficili procedure per ottenerne uno dalle risorse pubbliche, molti rinunciano, e così facendo si chiudono ancora di più in se stessi, isolandosi». A parlare è Piero Barbesino, il presidente della sezione di Asti dell’Auser, una delle principali organizzazioni che si occupano di anziani. Ad Asti, nell’intera provincia, il 18,6% della popolazione residente ha più di 70 anni: è uno dei tassi più elevati di tutta Italia, e non è un caso che proprio qui sia stata messa in piedi un’iniziativa per aiutare coloro che al tempo stesso hanno problemi uditivi e difficoltà economiche.

L’hanno chiamata “Tutt’Orecchi” e – con il coordinamento dell’Auser e il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato di Asti Alessandria – vi partecipano numerose associazioni. Con un’idea che più semplice non si può: recuperare e dare nuova vita agli apparecchi acustici non più in uso e donarli agli anziani che ne hanno bisogno e non possono permetterseli. In realtà dire è più facile che fare: anche le idee più semplici per essere realizzate bene hanno bisogno di una progettualità. Operativamente è il comune di Asti a individuare dei possibili destinatari sulla base della situazione socioeconomica del singolo e della sua problematica audiometrica: così, mentre le associazioni partner raccolgono apparecchi acustici (avvisi e passaparola in studi medici e farmacie invitano tutti a non buttarli), uno specialista in otorinolaringoiatra visita gratuitamente l’anziano e verifica se il problema uditivo potrà essere risolto con l’uso di un apparecchio acustico.

A questo punto dei tecnici specializzati, sulla base delle indicazioni dello specialista, ricondizionano e rimettono in uso gli apparecchi per rispondere alle esigenze acustiche della persona individuata. «Siamo partiti da poco, ma nel primo mese e mezzo sono stati raccolti 28 apparecchi: un buon risultato per un progetto del tutto nuovo sul territorio», dicono all’Auser di Asti. Piccoli grandi successi di provincia.

Stefano Caredda
REDATTORE SOCIALE
Rubrica di NUOVO PROGETTO