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Intelligenza artificiale popolare

di Sandro Calvani - Ovunque nel mondo le nuove tecnologie, soprattutto la “internet of things”, cioè la capacità delle cose di collegarsi tra loro via internet, sta facendo passi da gigante: si va dal controllo automatico del traffico, alla geo-referenziazione degli ausili medici e sanitari, dai frigoriferi e gli appartamenti che sanno auto-rifornirsi e farsi manutenzione da soli chiamando i servizi o le forniture necessarie, fino alle banche per i poveri online, o le tecniche di riconoscimento dei volti, che stanno rivoluzionando i sistemi di identità, di sicurezza e di comunicazione tra le persone.

Della cosiddetta intelligenza artificiale (detta AI dall’abbreviazione in inglese) si è detto e scritto di tutto. Non pochi film di fantascienza hanno ipotizzato civiltà future dove i robot non saranno solo badanti, autisti, insegnanti, ma anche poliziotti, cuochi e giudici nei tribunali.

A Jakarta, capitale dell’Indonesia, qualcuno ha pensato che il terribile traffico cittadino fosse un ostacolo allo sviluppo, non solo per commercianti e grandi imprese, ma anche per i piccoli artigiani che non riuscivano ad avere accesso al grande mercato di oltre dieci milioni di abitanti della città. La soluzione poteva essere una collaborazione tra AI e il cervello della gente comune. Un’alleanza intelligente completamente collegata in rete è venuta da Go-Jek, una piattaforma di AI che mette a disposizione attraverso motorini ogni tipo di servizi, documenti, forniture, pagamenti, artigiani, alimenti, assistenza a bambini e anziani, attraverso un App molto intuitiva ed efficientissima.

Go-Jek è una rete online orientatata socialmente, che mira a migliorare il benessere dei lavoratori in una varietà di settori informali che prima potevano essere raggiungibili solo attraverso conoscenze personali.

Per i clienti, Go-Jek elimina ogni perdita di tempo nel cercare quello di cui hanno bisogno. Il tempo libero dunque può essere dedicato agli amici, all’educazione e all’intrattenimento invece che a perderlo in faccende rese noiose e stressanti dal traffico. I piccoli artigiani riescono così ad aumentare i servizi e le vendite nel loro vicinato e i piccolissimi produttori di cibo casalingo, dolci, bevande, vedono il loro mercato aprirsi a tutti. Nata nel 2010 Go- Jek è ora presente in cinquanta città in Indonesia.

Go-Jek si ispira ad alcuni valori essenziali: velocità, innovazione e impatto sociale. Velocità: servire tutti rapidamente e continuare ad imparare e a crescere dall’esperienza. Innovazione: continuare ad offrire nuove tecnologie per semplificare la vita della gente, e dei fornitori e degli artigiani. Impatto sociale: fornire un impatto sociale positivo per il popolo indonesiano a partire dai meno abbienti, dando loro accesso al mercato. I motociclisti Go-Jek hanno visto il loro reddito aumentare in continuazione perché il sistema di servizi in rete è sempre più richiesto. Un monitoraggio continuo ed automatico offre ai clienti e ai fornitori di servizi, la garanzia di massimizzare la qualità, eliminare le frodi, trovare i migliori prezzi possibili.

I motociclisti Go-Jek ricevono anche benefici per la salute e per gli infortuni, l’accesso a crediti finanziari e assicurativi e altri servizi.

L’esperimento curioso e simpaticissimo di Go-Jek lascia intravedere come si potrebbe far crescere la felicità di tutti in molti altri settori della vita nelle città, mettendo in rete e alla pari anche i milioni di cervelli di chi ha meno soldi, ma certo non meno neuroni e buona volontà.

Sandro Calvani
ORIENT EXPRESS
Rubrica di NUOVO PROGETTO