Sermig

Una vita per immagini

di Elisa d'Adamo - Franco Fontana, celebre fotografo modenese, è riuscito a fare della fotografia la sua vita. Classe 1933, scopre e sviluppa questa passione verso i 40 anni e, nel giro di poco tempo, diventa uno degli esponenti più importanti del panorama internazionale. Molto famoso per i suoi paesaggi naturalistici e urbani, Fontana compone l’immagine grazie al colore e ai “tagli” fotografici.

Le sue opere non sono descrittive o documentaristiche: non importa dove o quando la foto sia stata scattata, quello che conta è l’emozione che suscita, al di là del tempo e dello spazio. Per Franco l’unica fotografia possibile è quella a colori: «È il colore che riempie le cose e crea le cose». Sono stata una sua allieva durante il recente master tenutosi a Torino presso Camera, Centro Italiano per la Fotografia e, in questa occasione, gli ho rivolto alcune domande.

Che effetto le fa essere chiamato maestro ed essere annoverato tra i cinque fotografi viventi più famosi del mondo?
Secondo me nell’arte della fotografia non c’è un primo posto o un ultimo posto, perché non si tratta di fare i 100 metri: ecco, lì può esserci il primo perché solo una persona può fare quel percorso in tot secondi.
Invece nella fotografia è tutto soggettivo: uno scatto può significare tanto per me, ma non piacere a qualcun altro.

Oggi, grazie al digitale e alle macchine fotografiche reflex, ciascuno di noi può improvvisarsi fotografo. Lei cosa pensa a riguardo?
La materia prima è comune a tutti, a portata di tutti, non esiste una chiave per riuscire a fare le fotografie; per questo la fotografia è la disciplina artistica più difficile, proprio perché è la più facile. Con lo stesso alfabeto, tutti possiamo scrivere cose diverse.

Cos’è per lei la fotografia?
È rendere visibile l’invisibile. La foto è il fotografo. Se fotografo un albero, io divento l’albero, perché lo ascolto e lo rappresento a modo mio. Quando un uomo tira con l’arco, la freccia è l’uomo stesso.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che vuole percorre questa strada come professione?
C’è ancora spazio, ragazzi! Fate tanto esercizio, siate umili ma decisi e rimanete in comunicazione con il mondo.

Elisa d'Adamo
USI & COSTUNI
Rubrica di NUOVO PROGETTO