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Anomalia o realtà?

di Pierluigi Conzo - La notizia del conferimento del Nobel per l’economia a R. Thaler arriva in un periodo della mia vita particolarmente ricco di economia comportamentale. Proprio in questi mesi mi trovo ad insegnare il mio primo corso di Applicazioni Sperimentali, ad ultimare la costituzione del primo Laboratorio Sperimentale per le Scienze Sociali a Torino (CLOSER) e a pianificare esperimenti volti a studiare le determinanti della fiducia.

R. Thaler, professore di economia all’Università di Chicago, è uno dei pionieri dell’economia comportamentale – lo studio dell’economia da una prospettiva psicologica – e il padre del “nudging”, l’idea cioè che le persone modificano il loro comportamento in risposta a semplici “spinte”. La sua ricerca, e più in generale l’economia comportamentale, si basa sulla consapevolezza che i modelli teorici dell’economia neoclassica spesso non trovano fondamento reale nella vita quotidiana delle persone.

Benché eleganti nella loro formalizzazione matematica, questi modelli spiegano le decisioni delle persone attraverso assunzioni spesso irrealistiche sul loro comportamento. Alla base di questi modelli vi è l’implicita assunzione che la realtà sia composta prevalentemente da “Econs”: entità perfette, massimizzatrici del proprio tornaconto personale, dotate di perfetta razionalità, conoscenza del mondo circostante e delle conseguenze delle proprie azioni, non influenzate dal contesto socio-ambientale o da condizioni psicologiche personali.

L’economia comportamentale dimostra invece che nelle loro scelte le persone commettono frequentemente errori, “anomalie” cioè rispetto al modello tradizionale. La realtà è quindi composta prevalentemente da “Humans”: persone che hanno a cuore il benessere degli altri individui, si comportano spesso in modo impulsivo, sono dotate di emozioni ed orientate nelle proprie scelte da norme sociali o da scorciatoie mentali non sempre razionali.

Conoscere queste “anomalie” può non solo arricchire il modello tradizionale, ma anche suggerire politiche che spingano – da qui il “nudging” – gli individui verso comportamenti virtuosi per il loro benessere e per il benessere della società: per esempio, rendere automatica la scelta di donazione di organi (spingendo le persone a specificare se non vogliono donarli), collocare cibi più salutari in prima linea nelle mense pubbliche (rendendo meno accessibili quelli più dannosi), oppure incollare una finta mosca negli orinatoi dell’aeroporto di Amsterdam (riducendo gli schizzi sul pavimento e abbassando i costi per la pulizia).

Ma se le vere anomalie fossero gli Econs, e gli Humans il reale modello di riferimento? Per ora, ahimè, siamo ancora fermi al contrario.

Se sei uno studente dell’Università o Politecnico di Torino e vuoi contribuire alla ricerca sociale volta a studiare come le persone prendono le decisioni, partecipa anche tu agli esperimenti. Basta solo iscriversi qui: http://bit.do/CLOSER-UniTo

Pierluigi Conzo
ECOFELICITA'
Rubrica di NUOVO PROGETTO