Sermig

La nuova Italia

di Stefano Caredda - Prima stranieri, adesso cittadini. I dati della Fondazione Ismu.
Un milione di “nuovi italiani” negli ultimi 15 anni, persone straniere che hanno ottenuto la cittadinanza italiana e che fanno del nostro Paese, a livello europeo, il primo Stato per numero di nuove cittadinanze concesse. Ci sono numeri che uno non si aspetta, numeri che raccontano di una realtà in cambiamento molto più di quanto non ci appaia. Sembra strano perché a fare notizia ogni giorno, accompagnandoci nei telegiornali e sui quotidiani, sono in verità altri due scenari, ben distinti da questo e agli antipodi l’uno dall’altro: da un lato gli sbarchi dei migranti sulle nostre coste (gli arrivi dell’oggi), dall’altro gli arrivi di ieri o dell’altroieri, con il dibattito tuttora aperto sul cosiddetto “ius soli” e “ius culturae” e la possibile modifica alla legge sulla cittadinanza.

Mentre in campo politico si discute sull’opportunità di cambiare la legge, la normativa attuale sulla cittadinanza dispiega i suoi effetti, che sono tutt’altro che limitati. Secondo i dati rielaborati dalla Fondazione Ismu, dal 2002 al 2016 i nuovi cittadini, cioè gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana, sono stati oltre un milione (per l’esattezza 1.068.654); un numero considerevole, maggiore (tanto per riflettere sulla proporzione dei fenomeni) del numero di profughi che negli stessi anni giungevano in Italia sbarcando sulle nostre coste (la stima è di 792.287). Il 51% dei nuovi cittadini è di sesso maschile e la fascia di età più numerosa è quella degli under 20: il maggior numero di acquisizioni di cittadinanza è avvenuto in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Se si guardano i dati del 2015, ultimo anno disponibile in cui è possibile un confronto internazionale secondo Eurostat, l’Italia è al primo posto in Europa per numero di acquisizioni di cittadinanza: precede Regno Unito con 118mila cittadinanze concesse, Spagna e Francia con 114 mila, Germania con 110 mila, Svezia con 49mila, Belgio e Paesi Bassi con 27-28 mila.
Dal 2013 in Italia le concessioni di cittadinanza sono fortemente aumentate: un trend in controtendenza nell’area dell’Unione Europea dove invece stanno diminuendo.

Tra le principali nazionalità extracomunitarie di origine degli acquisiti alla cittadinanza italiana durante il 2016 si confermano ai primi posti in senso assoluto albanesi e marocchini, rispettivamente con 37mila e 35mila neo-italiani. «Si nota invece – sottolinea l’Ismu – come non siano presenti tra i principali dieci gruppi extracomunitari per acquisizioni di cittadinanza in Italia durante il 2016 i collettivi asiatici cinesi e filippini, pur essendo molto numerosi dal punto di vista della popolazione residente (sono più restii a tale passaggio di status anche perché non è per loro giuridicamente ammessa la possibilità della doppia cittadinanza). Così come non è tra i primi dieci il gruppo ucraino, molto connotato al femminile, spesso composto da single e da persone in età più avanzata, giunte da poco in Italia per lavorare nel campo dell’assistenza domiciliare e legate all’idea di tornare presto in patria».

Stefano Caredda
REDATTORE SOCIALE
Rubrica di NUOVO PROGETTO