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L’Italia al suo meglio

di Davide Bracco - Come ripeto ormai ogni anno (avvicinandomi ad una pericolosa senilità) la stagione cinematografica entra nel clou durante il periodo delle feste natalizie dove in poche settimane i cinema si ingolfano di titoli superclassici come gli immancabili film a cartoni animati o i sempreverdi cinepanettoni che fanno del 26 dicembre la giornata di massimo incasso di tutto l’anno quando una cospicua fetta di pubblico entra per la prima e unica volta al cinema nei 12 mesi (… ogni commento si fa superfluo).

Alcuni titoli di maggior pregio scelgono pertanto di sfruttare sì il periodo vacanziero ma di staccarsi dal baillamme e cercare di uscire nelle sale a gennaio con “l’onda lunga” della voglia di cinema ancora nella testa di tanti spettatori più o meno saltuari. Ecco quindi che il 2018 inizia con, tra gli altri, due lavori di registi italiani ormai classici che sembrano crescere nel tempo: Gabriele Salvatores e Paolo Virzì alle prese con due lavori dai protagonisti diversi: gli adolescenti e una coppia di anziani.

Il ragazzo invisibile – seconda generazione è, come ben si evince dal titolo, la seconda parte di una serie iniziata anni fa con il primo episodio di un tentativo – finora riuscito – di reinvenzione italiana del genere di “film con supereroi” che tanti titoli sta sfornando negli ultimi anni. Sceneggiato dal terzetto Fabbri-Rampoldi-Sardo (quelli della serie tv su Mani Pulite) e girato nuovamente a Trieste, il film vede il protagonista Michele ora 16enne e alle prese con i superpoteri e con i cattivi di turno ma anche con le inquietudini personali di un normale adolescente diviso tra un amore non corrisposto, una sorella gemella ingombrante e due madri, una adottiva e una naturale che ritorna dopo tanti anni. Un film che mescola il ritratto del mondo giovanile con lo spettacolo dell’avventura resa al meglio con effetti speciali notevoli che creano in 3d personaggi, oggetti e scenografie e li fanno interagire con attori in carne e ossa.

Di tutta altra pasta, il nuovo film di Paolo Virzì Ella&John, un road movie americano (ambientato in Florida) e interpretato da due attori di chiara fama come Helen Mirren e Donald Sutherland. Una coppia di anziani che, per sfuggire ad un destino di cure mediche che li dividerebbe, fugge su un camper alla ricerca di un nuovo modo di vivere. Un film rischioso sempre minacciato da una retorica mediocre davanti a temi importanti quali l’invecchiamento e le malattie invasive. Ma Virzì ormai ha raggiunto la piena maturità e ben conosce come usare l’ironia e la commozione per rappresentare il tempo che passa.

Davide Bracco
AL CINE
Rubrica di NUOVO PROGETTO