Sermig

Il Bangladesh chiama

Impianto per l'estrazione dell'acquadi Mauro Palombo - La lunga missione di don Renato Rosso tra le genti nomadi del Bangladesh offre sempre nuove prospettive. Ovunque la chiave è la presenza, il dialogo, e la scuola. Scuole diverse, adatte ai diversi scenari. Da quelle sulle barche per i nomadi dei fiumi al sud, a quelle più destinate a aprire e poi sostenere l’inserimento dei piccoli nelle scuole pubbliche. In questi ultimi mesi nuovi frutti di questo lavoro.

Nella scuola di Rajshai, sul Gange, per gli studenti che vi risiedono è installato da due anni un impianto pilota: un robusto serbatoio da mille litri, in cui l’acqua di pozzo viene pompata attraverso un filtro di diversi strati di ghiaia e sabbia, e poi trattata con l’ipoclorito autoprodotto di uno degli apparecchi forniti dal Sermig per promuovere il metodo.
Sono gli studenti stessi che, comunicando la loro esperienza, hanno creato nuove aspettative e quindi richieste da tutto il territorio circostante. Altri impianti sono stati quindi installati in dieci villaggi della zona, impegnati a gestirli al meglio, coadiuvati da un team di supporto e controllo. Il costo di una installazione è di circa 160 euro; la pompa e il motore sono a carico del villaggio, per una sua responsabilizzazione. Il programma è ovviamente di irradiare sempre più il lavoro sull’acqua. Come Sermig si è sostenuta ora l’installazione di impianti in un’altra ventina di villaggi. Confidando di poter poi ancora continuare il lavoro.

Una maggiore presenza stabile in villaggi apre ad altre possibilità ad esempio la coltivazione della manioca, molto importante nella alimentazione in tante parti nel mondo. Presente in forma spontanea, non era però diffusa come coltivazione, né nota come alimento. Impegnativo il programma di introduzione dell’apicoltura, recuperando un sapere ancora presente ma poco diffuso. Come Sermig, avendo sperimentato in molte realtà il grande contributo che può dare sia come alimento che come produzione “commerciale” ci siamo fatti entusiasti promotori dell’idea, e sostenitori di un primo apiario con una ventina di arnie gestito da un uomo con esperienza, che provvederà a formare via via altri delle comunità circostanti, per replicarvi altri nuovi apiari.

Si lavora per uno sviluppo organico, ma l’emergenza è spesso alla porta. E bussa con forza. Cox’s Bazar, nell’estremo sudest, prossimo al confine birmano, è il territorio in cui sono stati raccolti gli 800.000 profughi Rohynga, vittime nella loro terra di una mostruosa “pulizia etnica”. Qui da anni, in collaborazione con una NGO, don Renato attua un progetto di cura della Talassemia, malattia endemica causa di grandi sofferenze.
Arrivati i profughi, in condizioni spaventose, e accolti in strutture molto precarie si è pensato di dare anche a loro l’assistenza sanitaria necessaria con estrema urgenza con un “dispensario da campo” dove opera una squadra formata da un medico, un assistente sanitario, due infermieri e quattro volontari – studenti di medicina o infermeria – che organizzano le visite, e la distribuzione dei medicinali. Il contributo che come Sermig è stato finora possibile offrire, permetterà un trattamento sanitario per circa un migliaio di pazienti, e relativa terapia farmacologica. Nuove sfide attendono: col tempo che ci vuole saranno ancora vita.

Associazione Sermig Re.Te. per lo Sviluppo
IBAN: IT73 T033 5901 6001 0000 0001 481 Banca Prossima


Mauro Palombo
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Rubrica di NUOVO PROGETTO