Sermig

A servizio della fede

di Annamaria Gobbato - Morire a 18 anni per salvare altre vite.

“Prima gli altri, poi noi”. Questa frase della Regola del Sermig per un cristiano non ha bisogno di spiegazioni, semmai di essere vissuta veramente, almeno in qualche momento.

È quello che deve aver pensato Akash Bashir, 18 anni, del servizio di sicurezza presso la chiesa cattolica di Lahore in Pakistan. Nel Paese la situazione dei cristiani è drammatica; discriminati e minacciati in vario modo, per proteggere i propri luoghi di incontro ed evitare la distruzione delle chiese, bisogna organizzarsi. Akash è un ex allievo dell’Istituto Tecnico Don Bosco, che compensa la non eccellenza nello studio con un grande volontà di servizio agli altri, in particolare la difesa dei più deboli. Accoglie quindi volentieri la proposta di entrare nella squadra di sicurezza per la chiesa di San Giovanni.

I suoi genitori non sono entusiasti della scelta, ma lui glissa: «Mamma, se anche morissi, non ti renderebbe orgogliosa se nel farlo salvassi molte vite?». Il 15 marzo 2015 il ragazzo si trova sul posto quando giunge voce di un attentato ad una chiesa protestante vicina. Mentre con altri volontari si attiva per mettere la zona in sicurezza, un uomo si avvicina correndo; Akash lo abbraccia per bloccarlo.

Pochi istanti concitati ed ecco l’esplosione: l’uomo e Akash saltano in aria; insieme a loro, altre 19 persone. Senza il sacrificio di Akash, sarebbe stata una strage. Nel 2016 è stata inoltrata formale richiesta al Papa di un processo per accertarne il martirio, mentre ai responsabili dello Stato é stato chiesto che gli venga conferito il più alto riconoscimento civile, Son of Nation, per il coraggio dimostrato.

Annamaria Gobbato
#TERRA&CIELO
Rubrica di NUOVO PROGETTO