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La prima missione spaziale del Kenya

di Aldo Maria Valli - All'apparenza sembra una piccola scatola, un cubo di appena dieci centimetri per lato. Ma l’importanza dell’oggetto va ben al di là delle sue dimensioni. Si tratta infatti del primo satellite made in Kenya, lanciato in orbita grazie a un fi nanziamento dell’agenzia spaziale giapponese e alla collaborazione scientifi ca dell’Università la Sapienza di Roma.

Nome in codice 1 Kuns-PF, il satellite africano è stato attaccato per un po’ alla Stazione spaziale giapponese, ma nello scorso mese di maggio ha incominciato a viaggiare nello spazio.
Sesto Paese africano a sviluppare una missione spaziale (dopo Sudafrica, Nigeria, Ghana, Algeria ed Egitto), il Kenya può andare orgoglioso di questo progetto, la cui utilità riguarda soprattutto l’ambiente, l’agricoltura, l’allevamento e le comunicazioni.

Pesante appena un chilo e mezzo, il nano- satellite è equipaggiato con fotocamere e microfoni ultrasensibili il cui scopo è raccogliere dati per monitorare le aree verdi nazionali e controllare i cambiamenti geomorfologici delle zone costiere. In orbita a un’altezza di quattromila metri, è programmato per passare sul Kenya ogni novanta minuti. Lo farà per un anno e mezzo, dando un contributo al miglioramento delle previsioni atmosferiche, facilitando la mappatura della fl ora e della fauna e aiutando la prevenzione delle catastrofi naturali.
Numerosi i benefi ci attesi in un Paese come il Kenya, dove le colture sono molto differenziate: caffè, tè, canapa, piretro e prodotti ortofrutticoli i principali articoli d’esportazione.
Di rilievo anche l’allevamento di bovini e ovini, così come l’industria casearia.

Obiettivo della missione spaziale è anche quello di mettere alla prova tecnologie, soprattutto nel campo della microelettronica e delle telecomunicazioni, che in futuro potranno essere utilizzate per progetti più complessi. L’anno scorso l’Unione africana ha approvato una politica spaziale continentale che prevede lo sviluppo di programmi sempre più sofi sticati. Il contributo dei satelliti è importante anche per fornire collegamenti internet ai villaggi delle zone rurali.

Aldo Maria Valli 
THE INSIDER
Rubrica di NUOVO PROGETTO