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Fake news

di Pierluigi Conzo - Secondo alcuni opinionisti, l’elezione di Trump nel 2016 sarebbe stata facilitata dall’ondata di fake news sui social media durante la campagna elettorale contro la Clinton. Un recente articolo scientifico pubblicato sul Journal of Economic Perspectives studia il mercato delle fake news prima delle elezioni americane e l’influenza che queste hanno avuto su di esse.

Attraverso un’indagine su 1200 persone e usando un campione di 156 notizie elettorali false circolate tre mesi prima del voto, gli autori mostrano che i social media sono i principali canali di trasmissione di fake news, ma gli americani ne sono consapevoli: solo il 14% del campione ritiene che i social media costituiscano la più importante fonte di notizie elettorali. Il colore politico delle notizie false sembra favorire Trump: 115 articoli pro Trump sono stati condivisi 30 milioni di volte su Facebook, mentre 41 storie pro Clinton solo 7,6 milioni. Gli autori stimano che 38 milioni di condivisioni si traducono in 760 milioni di clic, cioè circa 3 storie lette per adulto americano.

L’indagine permette di stimare più precisamente il grado di esposizione alle fake news e la capacità delle persone nel ricordarle. Il 14% degli intervistati dichiara di aver visto tutti i 14 titoli delle fake news presenti nel questionario; tuttavia la stessa percentuale di persone dichiara di aver visto una serie di titoli di fake news inventati dagli autori, cioè mai messi in circolazione. Attraverso la differenza tra fake news “reali” e “inventate”, gli autori stimano che in media un adulto americano ha visto e si ricorda di almeno una storia nei mesi pecedenti le elezioni. Livello di istruzione, età e reddito aiutano a discernere se una notizia è vera o falsa, mentre Democratici e Repubblicani tendono in egual misura a fidarsi maggiormente di articoli sui propri partiti rispetto a quelli sulla fazione opposta.

I dati dell’indagine non permettono di avere una misura precisa di quanto questa esposizione abbia influenzato l’elezione di Trump. Comparando i loro risultati con altri studi, gli autori stimano che le fake news potrebbero aver influenzato il voto di un numero di persone troppo piccolo per giustificare il margine di vittoria di Trump negli Stati che hanno giocato un ruolo chiave.

Le fake news rappresentano un mezzo a basso costo per la manipolazione dell’opinione pubblica. Che siano state determinanti o meno nelle elezioni, esse impongono comunque un elevato costo sociale perché rendono più difficile la ricerca della verità.

Pierluigi Conzo
ECOFELICITA'
Rubrica di NUOVO PROGETTO