Sermig

Tutti in campo

di Leonardo Becchetti - L'impegno della società civile per risolvere piccoli e grandi problemi.

Avevo fame, e mi avete dato da mangiare... ero ferito al bordo della strada e mi avete soccorso... Penso che noi cristiani siamo chiamati a realizzare queste parole di Gesù. E per far questo, è necessario aver della sensibilità. Sulla linea delle parole di papa Francesco, che ci richiama alla generatività, noi dobbiamo creare dei percorsi che cambino le cose e per farlo non dobbiamo guardare soltanto ai grandi del passato, ai santi sociali di Torino, a Toniolo, ecc. Io sono molto più affascinato dai santi sociali di oggi, perché stiamo vivendo in un mondo completamente diverso. Oggi c'è la globalizzazione, c'è la digitalizzazione, c'è la rete, e quindi ci dobbiamo chiedere quali risposte lo Spirito che lavora sempre nei cuori sta suscitando.

Nelle scorse Settimane Sociali dei cattolici italiani abbiamo individuato 400 buone pratiche, in un percorso bellissimo. In particolare, ne è uscito un libro con le 40 esperienze virtuose nelle amministrazioni italiane: Torino, ma non solo. Ossia, esperienze nate dal basso che aiutano a risolvere dei problemi. Nella società di oggi non esiste nessun politico cireneo che possa mettere sulle proprie spalle la croce di una società così complessa e risolvere i problemi da solo; questo è il dramma del nostro Paese.

In questa logica, il ruolo del politico non è quello di gestire tutto da sé, ma di essere l'allenatore della società civile, il politico deve fare regole che mettano in moto le energie della società civile. Valorizzando quindi la sussidiarietà. Un'altra grande sfida importante è quella di creare la migliore cornice possibile ai grandi innovatori sociali e per questo avviare una valutazione d'impatto: bisogna imparare a far bene il bene, bisogna avere l'onestà e l'umiltà di riconoscere che quello che facciamo non è perfetto soltanto perché ci mettiamo in gioco, dobbiamo saperci valutare, dobbiamo saperci confrontare con gli altri e se è necessario correggerci e migliorare... L'altro principio fondamentale è quello dell'ibridazione; oggi è come se esistessero due mondi: prima c'erano i ricchi di denaro e poveri di senso, ossia le aziende di profit ciniche ecc e dall'altra parte i ricchi di senso e poveri di denaro, gli operatori sociali che non sanno dove sbattere la testa per reperire fondi per le opere di assistenza...

Ecco, oggi sempre di più questi due mondi tendono ad incontrarsi; l'ibridazione tende a creare quindi l'incontro tra i ricchi di denaro e poveri di senso e i ricchi di senso e poveri di denaro. In Italia ci sono sempre più ibridi, ossia realtà dove di sono iniziative di assistenza pura e altre iniziative che creano reddito, creano valore. Perché se la società continuasse ad essere fatta di capitalisti brutti e cattivi e dame di San Vincenzo che mettono i cerotti non avrebbe creato nulla, soltanto ossimori. Invece dobbiamo creare una società in cui chi crea valore lo fa in maniera socialmente, attentamente sostenibile. Si stanno creando esempi splendidi anche da parte del mondo profit. Uno per tutti, Gli empori fai da noi, della Leroy Merlin Italia. In pratica, presso questi empori persone o le famiglie in difficoltà che necessitano di effettuare lavori di manutenzione di base, piccole ristrutturazioni o lavori di decorazione possono utilizzare gratuitamente gli utensili e i prodotti necessari. In cambio, doneranno ore di servizio volontario. Quindi, occorre girare il Paese, trovare le buone pratiche, imparare da loro e far nascere da esse dei laboratori.



Un altro esempio di buone pratiche è la Fondazione CON Il SUD, un ente non profit privato nato dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, cioè percorsi di coesione sociale e buone pratiche di rete per favorire lo sviluppo del Sud. In particolare, la Fondazione sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, e in generale per favorire il welfare di comunità. Oggi c'è anche un modo nuovo per mettere insieme iniziative sociali contenendo la spesa pubblica e attirando capitale privato: sono i bond ad impatto sociale. Noi stiamo lavorando in particolare su due iniziative: una riguarda l'ambito carcerario e l'altra la salute.

L'obbiettivo è portare le persone fuori dal carcere insegnando loro un lavoro riducendo al tempo stesso la spesa carceraria – attualmente spropositata – a carico dello Stato. L'altro obiettivo sono i budget di salute: oggi non puntiamo al recupero della persona che ha un problema, ma vogliamo metterla in una struttura, con conseguenti spese forti di retta – anche qui impegnando lo Stato – pesante impiego di farmaci ...Invece moltissime volte si può recuperare una persona inserendola in un'attività di agricoltura sociale... Su questo, la Fondazione CRT di Torino ha fatto nascere un bel progetto. Infine, sarebbe interessante che noi associazioni ed imprese sociali prendessimo spunto dal reddito di inclusione creato dall'ultimo governo, reddito per il quale il governo ha stanziato 2 miliardi: in pratica si tratta di prendere in carico per un tempo ben preciso famiglie a bassissimo reddito, per rivolgerci a nostra volta a questo bacino di utenza cercando di inserire persone in gravi difficoltà economiche nel mercato del lavoro.

A questo proposito, potrebbe nascere una Protezione Sociale. Come è nata la Protezione Civile in difesa del territorio, potrebbe nascere una Protezione Sociale ad opera di una rete di associazioni che operano in questo campo per individuare sul territorio le persone che hanno bisogno e portarle attraverso il lavoro ad una vera inclusione sociale. Perché la logica del progresso è sempre la stessa: sussidiarietà, partecipazione, attivazione dal basso della società civile. Un'altra grande intuizione potrebbe essere il Bilancio partecipato. È lo Stato che dice alla società civile: partecipate alla spesa pubblica con delle idee. Il sindaco di Assisi Stefania Proietti che è un esponente dell'Economia Civile ha lanciato ora un bellissimo progetto in tal senso.

Un altro grande tema è la vulnerabilità degli anziani, è un tema enorme di cui i servizi sociali si devono occupare, vedere se si è in grado di offrire il più possibile una domiciliarità, cercare di inserirli in un tessuto sociale misto, non di soli anziani. Una delle buone pratiche più belle in questo settore l'ho vista a Padova, è la Civitas Vitae; chi l'ha fondata aveva davvero a cuore il tema della generatività dell'anziano fino al termine della vita. Un giorno uno dei responsabili mi ha portato in giro per i corridoi e mi ha indicato i malati terminali. «I terminali sono importanti, per capire qualcosa della vita; tutti sono utili nella società a qualcun altro ». Poi ci sono i Progetti del cuore, alcuni progetti dello Sprar, il sistema di accoglienza che tende a non tenere gli stranieri parcheggiati ma a trovargli una sistemazione. Diceva Jean Danielou: «Se ami qualcuno, chiedigli qualcosa in cambio». Amare una persona significa metterla in condizioni di essere generativa, di essere utile agli altri. John Stuart Mill diceva «Non troverai mai la felicità cercandola per te, ma facendo una cosa utile per gli altri». Questa è la strada da percorrere: attraverso la nostra sensibilità, permettere al povero di essere utile agli altri.

Da un incontro all'Arsenale della Pace. Testo non rivisto dall'autore.

Leonardo Becchetti
NPFOCUS
LUCI DELLA CITTÀ