Sermig

Slotmob

di Chiara Vitali - In Italia il gioco d’azzardo frutta 95 milioni di euro (dato 2016). Trenta milioni di italiani ne vengono coinvolti ogni anno e tra questi un milione soffre di una vera e propria ludopatia. Quello che entra nelle casse dello Stato come un profitto, ha conseguenze devastanti sulle vite dei giocatori: nei casi peggiori, si arriva al suicidio per debiti. Si finisce sul lastrico e si sviluppano dipendenze che minano gli equilibri personali e famigliari. Per questi motivi è nato nel 2013 Slotmob, un movimento che si batte contro il gioco d’azzardo: “Cittadini mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza”.

Si legge sul manifesto del movimento: «Il gioco d’azzardo produce una cultura che mina gravemente il bene comune e il tentativo di una ripresa economica perché infonde nelle menti dei cittadini l’idea che la ricchezza non nasce dal lavoro e dal legame solidale ma sia un regalo capriccioso della “dea fortuna”». Il movimento ha organizzato decine e decine di incontri di sensibilizzazione: sono occasioni per affrontare con serietà il tema. E non solo: ci si ritrova a decine e si decide di consumare una colazione o un aperitivo nei locali che non hanno, per scelta, le slot-machine. Si vuole così ricompensare economicamente chi ha deciso di portare avanti una prassi etica, rinunciando ad una porzione di potenziale profitto.

L’iniziativa è stata portata avanti in numerose città: Milano, Padova, Caserta, Macerata, Roma, Bologna, Firenze e così via. Le idee di Slotmob sono chiare: «Il nostro obiettivo è quello di aumentare il senso e la soddisfazione di vita di tutti: genitori preoccupati per il rischio di caduta nella dipendenza dei propri figli, ragazzi che devono scoprire vie faticose ma più ricche di valore e soddisfazione, persone ai margini della società che fanno fatica a resistere alle lusinghe di quella che appare una scorciatoia immediatamente a disposizione per risolvere i problemi, gestori di bar che, in cambio dei soldi guadagnati, soffrono nel veder distrutte vite e relazioni nei loro esercizi e, infine, politici che rischiano di diventare dipendenti da portatori di interessi non trasparenti ».

Chiara Vitali
PUNTI DI PACE
Rubrica di NUOVO PROGETTO