Sermig

Il prezzo della grazia

di Flaminia Morandi - Si è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio.

Icona di San Serafino da SarovA san Serafino di Sarov molti chiedevano perché tra tanti che si convertono la maggior parte continua a vivere come prima e solo qualcuno diventa santo. Lui rispondeva che “la differenza sta solo nella determinazione”. Certe volte siamo tentati di pensare che solo la grazia può cambiarci; ma Serafino, che era figlio di commercianti, sosteneva che “lo scopo della vita cristiana è l’acquisizione dello Spirito Santo”. La grazia cioè si compra anche con la volontà.
Un altro modo per dire che solo i violenti si impadroniscono del regno dei cieli. Nella metanoia-conversione c’è un momento di grazia e lunghi periodi di fatica e di uso costante e caparbio della volontà.

Anthony Bloom, un santo metropolita della chiesa ortodossa inglese, da ragazzo si scoprì raggiunto da Uno che non cercava. Bloom era figlio di immigrati russi in Francia, aveva vissuto una vita dura e difficile. Finché c’era da combattere, non aveva pensato che a quello. Quando era arrivato un po’ di benessere e di felicità, Anthony – che a quel tempo si chiamava ancora André – aveva scoperto di non sapere che farsene. La felicità gli sembrava un furto, a meno che, si disse, non avesse un significato nascosto. Si era dato tempo un anno e l’avrebbe speso nella ricerca furibonda e appassionata del senso. Se l’avesse scoperto, gli avrebbe dedicato la vita; in caso contrario, non sarebbe vissuto oltre. Con la sua determinazione lo trovò. Era medico; prese in segreto i voti monastici, andò al fronte durante la seconda guerra mondiale a curare i soldati e durante l’occupazione tedesca della Francia i combattenti nella resistenza. In seguito divenne prete e andò a servire in una parrocchia ortodossa russa in Inghilterra, dove più tardi fu fatto vescovo, arcivescovo e metropolita.

Cercare Dio, diceva Bloom, è da temerari; come andarsi a cacciare nella tana della tigre. Prima o poi arriva la krisis, che in greco significa giudizio: si comincia a vedere la propria vita da un’altra prospettiva e si può cadere in una profonda prostrazione. Ma non c’è da illudersi: quella depressione non è ancora metanoia, è lamentela sul proprio passato, ripiegamento passivo su stessi. Solo alzarsi e incamminarsi risolutamente attraverso le proprie ferite è la vera conversione, cioè un atteggiamento attivo, coraggioso e determinato. Solo allora gusteremo il contatto con Dio sotto la nostra pelle e sapremo riconoscerlo nel più profondo del profondo, dove l’io e Dio finalmente si incontrano, hanno la stessa volontà e respirano la stessa pace.


MINIMA – Rubrica di Nuovo Progetto
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