Sermig

Una donna libera

O. Gentileschi, Annunciazionedi Flaminia Morandi – Maria, esempio della libertà dell’uomo che incontra il mistero della libertà di Dio.

Siamo sicuri di sapere cos’è la libertà? Non la confondiamo per caso con i suoi camuffamenti, cioè con la nostra volontà? Ogni giorno quest’equivoco va in scena sotto i nostri occhi, portando con sé infinito dolore. Nel IV secolo la confusione non doveva essere minore. I Padri del deserto, osservando i ragazzi del loro tempo, commentavano: se vedi un giovane salire al cielo con la sua volontà, afferralo per un piede e buttalo a terra, gli conviene.

La libertà è divina. Nella libertà, dice Berdiaev, è nascosto il mistero del mondo. Dio è presente solo se c’è la libertà, agisce solo nella libertà e vuole l’uomo libero. Nella sovrabbondanza d’amore che è la creazione, l’onnipotenza di Dio si contrae, si limita per dare spazio alla libertà dell’uomo e si piega ad una paradossale impotenza: il rischio del rifiuto. Dio può tutto, tranne che costringere l’uomo ad amarlo. L’amore vero non costringe nessuno, rispetta la libertà dell’altro, vuole essere amato da un sovrano, non da uno schiavo.

Anche Adamo non comprende il mistero della libertà. La scambia con la propria volontà, e l’uomo sprofonda drammaticamente in tre forme di schiavitù, dice Gregorio di Nissa: psicologica, le sue illusioni e passioni; sociale, il conformismo e la pressione dell’opinione pubblica; religiosa, l’idolo delle norme. Tutto falso: la religione è il sentimento dell’indipendenza e l’unico vero rivoluzionario è lo Spirito.

Da quella tragedia, ripetuta lungo i secoli, Dio non si stanca di inventare ogni mezzo per condurre l’uomo ad un libero consenso d’amore: scende a cercarlo come un pazzo d’amore, da ricco si fa povero, da impassibile si fa carne esposta a dolori e tormenti pur di convincerlo del suo amore. Respinto, perdona. Aspetta alla porta continuando ad amare. Bussa, si annuncia.
Nel tempo una voce risponde, dice Olivier Clément. Una donna, culmine della santità dell’attesa e della lunga storia di Israele, ascolta quel bussare nel suo cuore che prega intensamente per la venuta di Dio nel mondo. Che forse prega con le parole del salmo: Signore, piega il tuo cielo e scendi… L’amore incontra l’amore, e l’assenso lucido e libero di Maria mette fine al tempo stesso all’attesa di Dio e alla tragedia della libertà umana.

Maria è la prima persona umana nella quale si compie ciò che dice san Paolo: la creazione viene liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. I Vangeli suggeriscono la graduale presa di coscienza del mistero nella Vergine: a Cana completa la messa al mondo di Gesù spingendolo a liberarsi delle sue ultime esitazioni umane, sotto la Croce è Chiesa, Madre di tutti i viventi nell’amore e nella libertà. La sua fine avvolta di silenzio presuppone che la Madre della Vita sia passata tutta intera nella Vita, consustanziale al Risorto, come lui libera dalla corruzione e dalla morte, carne vestita di sole. Perfettamente libera per avere acconsentito liberamente all’amore, non smette di chiamarci con il suo canto libero alla vera libertà: quella dell’anima che magnifica il Signore.


MINIMA – Rubrica di Nuovo Progetto (novembre 2009)
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