Sermig

Dedicato agli altri

Ferdinando Cairo, S. Francesco Saverio predica il vangelo agli Indianidi Luciano Mendes de Almeida – La tua vita come la impieghi? Cosa vuoi fare? Domande rivolte in particolare ai giovani. Occasione per riflettere sul fatto che la tua vita non è lunga come credi.

Penso alla vita di sant’Ignazio: studiava all’Università di Parigi e abitava con i suoi amici; uno dei suoi amici era Francesco Saverio, un giovane professore molto amato dagli alunni dell’Università della Sorbona, un uomo molto simpatico, istruito e che parlava bene. Francesco aiutava Ignazio anche riguardo alle cose spirituali e una volta quest’ultimo gli chiese: “Mi spieghi che vantaggio c’è a guadagnare tutto il mondo se poi si perde la vita dell’anima?”. La domanda diede a Francesco un motivo di riflessione in più e quando andò da solo in India, in Giappone, in Cina diceva che era andato a fare del bene, a trasmettere a quelle popolazioni la notizia del Vangelo, la buona notizia dell’amore di Gesù per tutti. Impiegò tutta la sua vita in questo annuncio.

Ecco allora cosa possiamo chiedere a noi stessi: “Cosa merita la mia vita? Qual è la causa per cui posso spendere la mia vita?”. A Lucca, visitando un monastero di clausura, ho incontrato una suora che un tempo era un’attivista comunista. In un certo momento della sua vita, accompagnata da un amico, aveva incontrato un sacerdote di Trento, morto tempo fa. Andò lì solo per parlargli e dopo qualche tempo, scelse addirittura la vita contemplativa. Allora tutti pensarono che fosse diventata un po’ squilibrata, ma la realtà è che ancora vive in convento la gioia della sua consegna totale al Signore. È necessario scoprire il grande valore della nostra vita, la dedizione al Signore per il bene degli altri. Ancora una volta sentiamo vera questa parola di Gesù: “Chi perde la propria vita la troverà”. Perdersi non significa fare ciò che sembrerebbe di dover fare secondo le seduzioni del mondo, ma fare ciò che rispecchia i valori della vita: aiutare gli altri a fare del bene, a darsi al Signore, ad unirsi per fare altro bene. È per questo che vale la pena spendere la propria vita!
Il terzo millennio deve vederci costruttori, edificatori, operatori. Io mi auguro che ognuno trovi il modo migliore per seguire la chiamata del Signore, il quale vuole che siamo felici. Mi auguro che ognuno possa veramente trovare la gioia di consegnare la propria vita agli altri, come è successo alla giovane attivista comunista qualche anno fa, a Francesco Saverio quasi 400 anni fa e come succede a tanti.

La felicità è nelle cose grandi, nei grandi amori. Siamo chiamati a dare valore alla vita! In questo cammino non siamo soli: il Signore è presente, illumina la strada, ci rende capaci di non temere e di scoprire che è possibile essere felici attraverso l’adesione al Vangelo, che in fondo domanda di dare la vita per ritrovare la gioia di vivere. Grazie, Signore. Siamo - tutti - dei servi inutili ma siamo felici perché vediamo i campi dove cresce l’erba e spunta il grano. Siamo spettatori delle tue meraviglie! È bello vedere come la grazia germoglia e lodare il Padrone - e il Padre - della messe. Alziamo gli occhi per intuire quanto bene ancora sarà fatto. La mano di Dio è sempre generosa. Così, oggi, guardando indietro, vediamo il bene realizzato, contemplando l’orizzonte sogniamo il bene che sarà fatto ed in ogni momento se il cuore canta la gioia al vedere l’opera del Signore, sentiamo più di prima di essere piccoli strumenti della Grazia.


Dom Luciano Mendes de Almeida
da NP
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