Nuovo umanesimo

Wayne Forte, Isaiah 11,8di dom Luciano Mendes – La riconciliazione tra le generazioni, l’impegno e la responsabilità personale, la globalizzazione di giustizia e solidarietà: per costruire con la speranza la pace.
Non si può accettare che il mondo sia diviso fra ricchi e poveri perché, come cittadini di questo mondo, abbiamo tutti gli stessi diritti e doveri.
Oggi è sempre più urgente pensare in modo globale. Nessuno può essere escluso in una società solidale. Ognuno deve ricevere il necessario per vivere una vita piena di dignità e diventare protagonista della promozione umana e sociale sua e di quella degli esclusi.
Questo è un presupposto per costruire la pace. Un obiettivo difficile, ma raggiungibile. Dipende dalla giustizia nella distribuzione dei beni della terra e dalla garanzia dell’educazione integrale della persona umana.
Si può cominciare a parlare di giustizia distributiva quando c’è pane per tutti. Il terrorismo e la violenza sorgono anche sul terreno fertile dell’ingiustizia sociale e delle imposizioni da parte dei potenti che limitano la libertà dei popoli. La lotta per vincere l’oppressione può diventare esplosiva e senza possibilità di controllo.

La pace è frutto del rispetto e della stima per ogni persona. Superata l’ingiustizia, ci si può incamminare verso una società solidale e fraterna.
In mezzo a un mondo di conflitti e vendette l’unica soluzione è la bontà che disarma, che insegna a rispettare le diversità e riconcilia i cuori. E di essa devono diventare protagonisti i giovani, che sono il presente e il futuro. La nostra generazione ha lasciato in eredità ingiustizie e violenza, invece i giovani avevano il diritto di ricevere il frutto della storia sotto forma di amore e comprensione.
È nostro dovere, è dovere di tutti, spalancare le porte alle nuove generazioni camminando con loro, in modo da passare ai giovani ciò che di positivo abbiamo acquisito e imparare da loro il meraviglioso dinamismo che li spinge a cercare la vita, l’amore, la gioia e il desiderio di costruire un mondo dove il leone pascola con le pecore e il bambino non ha paura di prendere i serpenti con la mano (cfr. Is 11,5-9). Sono i tempi predetti dai profeti che fanno vedere un’epoca dove la giustizia e la pace saranno possibili per tutti i popoli. Ai giovani l’occasione per diventare i principali protagonisti in questo cammino!

La sfida è realizzare un nuovo umanesimo. È l’ora di credere all’amore, alla forza del perdono, alla gioia della convivenza fraterna, alla condivisione. Chi condivide le proprie risorse materiali e spirituali si sente arricchito dagli altri.
Per questa nuova società l’azione concreta non può tardare, i cosiddetti grandi della Terra non possono tirarsi indietro, sono necessarie decisioni tra i Paesi che non si limitino alle parole ma si traducano in gesti concreti. Come priorità si può indicare il superamento delle guerre con la mediazione di una Onu rinnovata, gli aiuti tecnologici alle nazioni impoverite soprattutto dell’Africa, l’utilizzo delle risorse e delle ricchezze per eliminare l’analfabetismo, la fame e le malattie.

Perché non sognare, in pieno inverno, l’apparire della primavera?
Questa nuova società fondata su un nuovo umanesimo, un nuovo atteggiamento fra le persone e i popoli, permetterà anche di ritrovare la bellezza dell’amore in famiglia, la gioia del dono reciproco tra gli sposi, l’affetto per i bambini, la tenerezza per gli anziani, l’accoglienza dei diversi e l’aiuto reciproco per trovare il senso profondo della vita alla luce della scoperta della presenza e dell’azione di Dio nel mondo. Nel disegno del Padre del Cielo la vita terrena deve essere una grande scuola di fraternità, di stima, di aiuto reciproco in attesa di vivere nella Casa del Padre.


Dom Luciano Mendes de Almeida
da NP
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