Sermig

Fiducia nel Padre, nel buon Pastore, nello Spirito

Antonio Longo, La santissima Trinitàdi dom Luciano Mendes – La Trinità non è “un’idea teologica”, ma una Presenza che ci è vicina in ogni momento della vita.

Dio è Padre
Una volta sull’aereo che mi portava in Italia non avevo dormito. C’era una bambina, di quelle che nessuno riesce a tenere perché sono piene di vita, che correva e poi si fermava da un signore giovane con la barba e diceva: “Abbà, abbà, abbà”.
E io, meravigliato perché Abbà è proprio quello che noi leggiamo nelle Scritture, chiesi: “Perché la chiama così?”. “Perché sono ebreo, e abbà significa papà”.
Quel fatto così semplice – quella bambina che rivolgendosi al padre nella sua lingua lo chiama abbà – mi fa pensare che quando noi preghiamo facciamo come quella bimba, scopriamo la presenza paterna di Dio. Che poi è anche materna, nel senso in cui Dio ci dà la certezza del suo amore, come una mamma che ama suo figlio, come un padre che ama suo figlio o sua figlia. Siamo fratelli appunto perché cresce in noi l’esperienza della paternità di Dio, e più siamo capaci di approfondire nella preghiera le radici di questa fiducia in Abbà, nel Padre, più l’effetto sarà quello di una fraternità cosciente e responsabile.

Gesù Pastore
Per presentarsi Gesù ha usato l’immagine del buon Pastore applicando a se stesso le parole del salmo 23: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”. Abbiamo la certezza che è lui a condurre la nostra vita personale, a condurre l’umanità ai pascoli dell’eternità. Noi non possiamo mai perdere la visione che nasce dalla risurrezione di Gesù: lui è il Buon Pastore perché conduce l’umanità al cuore del Padre.
Possiamo dare un senso molto profondo alle nostre eucaristie ringraziando Gesù di essere Pastore che dà vita e cercando di applicare questa Presenza del Signore alla certezza della fraternità in Dio, della fraternità tra di noi e della missione che abbiamo di annunziare la speranza in questo mondo caratterizzato da povertà, ingiustizie, violenze, essendo sicuri di arrivare all’eternità, di arrivare alla gioia di Dio.

La sapienza dello Spirito Santo
Un giorno sono andato a fare visita ad un giovane ricoverato in ospedale. La moglie lo aveva abbandonato, lui viveva in povertà insieme ai due figli. In quel letto sembrava il Cristo: magro, distrutto, sfigurato, solo. Mentre parlo con lui, dice: “Mi dia la sua benedizione”.
Cosa fare in mezzo alle sofferenze, alla solitudine, poco prima della morte? Io lo vedevo lì, malridotto, davanti a me.
Essere buon pastore oggi per noi significa vedere dove sono quelli che soffrono di più. La cosa principale nella vita è il nostro amore per le persone che ci stanno accanto, non dobbiamo mai dimenticarci di chiedere aiuto al Signore nel rapporto con le persone. La forza quotidiana per andare avanti ci viene data dallo Spirito Santo, sapienza, supporto e sostegno in ogni momento. Tutto quello che fino ad adesso siamo riusciti a fare, lo abbiamo fatto nel nome del Signore.
Dobbiamo sollecitare di continuo il dono della fede e della misericordia. Dobbiamo essere convinti di quello che facciamo e diciamo, con la volontà costante di adempiere il desiderio di Dio.


Dom Luciano Mendes de Almeida
da NP
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