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Fatti per offrire la vita

Jan Vermeer van Delft, Marta e Mariadi dom Luciano Mendes – Il mondo, così com’è, pieno di contraddizioni e di problemi, è la ragione della nostra vita. Noi cristiani siamo fatti per gli altri. Con il battesimo noi offriamo la nostra vita in onore e in lode del Padre, siamo delle persone consacrate dal Signore per una missione. La Chiesa, noi, siamo al servizio della vita degli altri. Il Signore, invece di agire direttamente, ha voluto che si creassero dei rapporti tra le persone, e il principale rapporto è proprio il servizio.
Lo Spirito ci muove a dedicare la nostra vita agli altri. Ecco un piccolo esempio che mi ha aiutato tanto. Durante una mia visita pastorale agli ammalati, il giovane parroco mi accompagnò in una casa povera, dove abitavano due sorelle. Una, Marta, di circa quarant’anni, la trovai a letto, sepolta quasi dalle coperte. Infatti nella stanza faceva molto freddo.

Parlammo, lei era molto cordiale e serena. Alle mie domande sulla sua salute, rispose che non poteva vedermi: era cieca! “Però sto bene, molto bene. Sento un po’ la radio, e così prego per gli altri”. Quando uscii, il sacerdote e la sorella Maria mi dissero che Marta era una ragazza normale che rideva, scherzava, ballava. Poi giunse una malattia che a poco a poco le impedì i movimenti e infine la rese cieca. “Da quando è così, immobile nel letto?”, chiesi. “Da 25 anni”. Da 25 anni al posto della sofferenza Marta comunica gioia e tranquillità!

Spesso a noi succede che quando abbiamo un piccolo male ci lamentiamo, quando non vediamo avverati tutti i nostri desideri, quando abbiamo dei problemi, pare che ci caschi il mondo addosso. Nella casa di Marta e Maria quella tranquillità, quella semplicità, quell’offerta di vita, è un esempio fortissimo di santità.
A Maria, la sorella, domandai: “E tu, cosa fai?”. “Sto qui, servo mia sorella”, mi rispose. Usciti dalla casa, chiesi al sacerdote cosa potevamo fare per aiutarla. Mi rispose che Maria avrebbe voluto sposarsi, ma non poteva a causa della sorella malata. Io non so chi è tra le due la più santa: Marta, da 25 anni sul letto, serena e paziente o Maria, che da 25 anni rinuncia alla gioia di una famiglia propria per accudire la sorella malata! Sono esempi che troviamo dappertutto, ma lì mi hanno toccato proprio nel vivo.

In un’altra casa ho conosciuto una donna che da tutta la vita cura ed accudisce tre uomini: uno malato di mente, l’altro immobilizzato per una paresi ed il terzo molto anziano. E lei non è neanche una parente stretta, ma solo una lontana cugina.

Perché ho raccontato questi due episodi? Perché dobbiamo cercare di capire che noi cristiani, consacrati per la missione, per l’annuncio universale di salvezza, siamo fatti per gli altri. Questo mondo che vive nelle guerre, nelle ingiustizie sociali, nella violenza, nella confusione di valori, nella dipendenza della droga, nell’aids, questo mondo, soprattutto il mondo che non è cristiano e che insegue altri valori e altri modi di vivere la vita, è invece la ragione della nostra vita.
Noi siamo fatti per offrire la vita. Preghiamo, lavoriamo, ma per offrire la vita, per il bene dell’umanità. L’intenzione di Dio è che questa piccola Chiesa, questo piccolo gregge sia capace di continuare nei tempi la vita di Gesù, salvando l’umanità prima di tutto con l’offerta della propria vita.

Questa Marta non parla a nessuno, a meno che qualcuno non vada a trovarla, però sono sicuro che dal suo letto sta salvando il mondo, perché l’offerta della sua vita ha un valore enorme per il Signore. La fede ci assicura che Maria, che si prende cura della sorella, sta salvando il mondo.


Dom Luciano Mendes de Almeida
da NP
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