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I sacramenti, capolavoro di Gesù risorto

Icona del Cristo Pantocratoredi Giuseppe Pollano – Il Dio che noi conosciamo è tutt’altro che un Dio lontano e irraggiungibile che fa da sfondo alla storia dell’uomo; è un Dio che ha combinato le cose in modo da essere, lui e noi, in un intreccio di vita che diventa una vita unica.
Tutto si impernia su Gesù, il punto di congiunzione tra il mistero che chiamiamo Dio e ciascuno di noi. Gesù è il Dio fatto uomo che è entrato nella nostra umanità in modo impressionante (cfr ad esempio Mt 25): l’intenzione di Dio è prenderci, sorreggerci, condividere con noi la vita. Per riflettere su questa scaletta di un Dio che scende sempre di più riferiamoci a sei frasi che troviamo in Giovanni.


Una grande storia

In principio era il Verbo (Gv 1,1)
La prima è proprio l’inizio del vangelo di Giovanni. Se tutto si fermasse qui avremmo un Dio che c’è ma che non ci direbbe niente, sarebbe quindi un Dio inutile.

Tutto è stato fatto per mezzo di lui (Gv 1,3)
Ma quel Dio che c’era quando noi non c’eravamo prende l’iniziativa: tutto è stato fatto per mezzo di lui, quindi anche l’universo, anche noi. Ma Dio non si accontenta della creazione.

E il Verbo si è fatto uomo (Gv 1,14)
Il processo va avanti, il gradino scende ancora e quel Verbo che era là così alto e attraverso cui tutto è stato fatto, si è fatto uomo. Ci siamo noi e lui sulla terra e nella storia. C’è stato un avvicinamento formidabile. Ma neanche il Gesù storico che vive e opera in Palestina ci basterebbe. Se Gesù fosse rimasto un personaggio storico noi lo dovremmo pensare al passato, ma non è intenzione di Dio essere il passato per chi è venuto dopo. C’è un ulteriore passo in avanti.

Chi mangia la mia carne dimora in me e io in lui (Gv 6,56)
Non solo si è fatto uomo, ma si è fatto pane. La quarta affermazione di Giovanni è di una importanza sconvolgente: chi mangia la mia carne dimora in me e io in lui. Non è quindi solo un Gesù tra noi, uomo come noi, qui in realtà siamo alla saldatura Dio-noi: quando io e Dio incominciamo ad essere una cosa sola che funziona insieme inizia la questione sacramentale.

Chi crede compirà le opere che compio io (Gv 14,12)
La storia cammina salvata dalla presenza di Gesù, ma per mezzo di noi. Gesù non pulisce la storia umana se non per mezzo nostro. Diventa una grande responsabilità vivere sentendo l’incarico che Dio ci dà di compiere le sue opere e farne ancora di più grandi. La storia ci testimonia che ciò è vero, perché, storicamente parlando, Gesù ha fatto la Chiesa ma poi sono stati i cristiani che, con Gesù, l’hanno estesa.

Lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità (Gv16,13)
Lo Spirito rende facile, bello, attraente essere cristiani. Lo Spirito si fa sentire, ci ispira, ci spinge, ci guida: fidiamoci e lui ci plasma.


Il sistema dei sacramenti

Dio, dall’essere un mistero altissimo, scende, trova modo di inserirsi nella nostra vitalità umana fino a farci compiere le sue opere con la forza dello Spirito. Questo inserimento è l’economia sacramentale, cioè potremmo definire i sacramenti come un sistema grazie al quale viviamo e agiamo in Gesù.
I sacramenti, in quanto tali, sono la vicenda della vita che si svolge tra Dio e noi e tra noi e Dio grazie a Gesù Cristo che di questa storia è il senso e la salvezza a favore del mondo.
Ci si rende perciò conto che i sacramenti non si possono considerare come eventi sparsi e frammentari o un insieme di elementi senza un disegno preciso, perché sono un sistema e il sistema esclude il disordine.
Inoltre il sistema dei sacramenti esclude che essi siano considerati utili in una specifica situazione, come invece accade soprattutto con i cosiddetti sacramenti sociali, il battesimo, la cresima, il matrimonio, spesso celebrati senza che in essi si veda un progetto di vita. “Mi devo cresimare perché mi devo sposare”: dispiace constatare che tutto si riduca a questo funzionalismo!
Infine è un sistema che esclude un insieme di convenzioni passivamente accettate e adottate. Perché sei battezzato? Se rispondi “perché sono stato battezzato”, non dai risposta al perché, cioè per quale fine sei battezzato, ma al come è accaduto. “Ti confessi? Ti comunichi?”: qui c’è spesso una grande confusione, tanto da non coordinare questi due sacramenti. Se mi stacco da Cristo perché ho peccato, il primo elemento da inserire nel sistema è la riconciliazione, altrimenti rimango un ramo staccato che non dà frutto: come posso affermare di essere cristiano, cioè uno che vive e opera in Cristo, se non uso quel pezzo del sistema indispensabile perché a Cristo io rimanga unito?


I sacramenti e la vita

È fondamentale imparare a esaminarsi dal punto di vista dei sacramenti, perché ciascuno ha un suo significato, uno scopo, una forza particolare. Bisogna imparare a sfruttarli tutti, perché il sacramento è il vivere di Cristo nella propria situazione di prete, di coniuge, di giovane...
Il cammino iniziale per educarsi al sistema dei sacramenti è capire se si è già inseriti in questa economia, verificare se si possiede già una struttura logica dell’identità cristiana o se è necessario organizzarsi meglio.

Tutto Gesù in tutto me
Dio si inserisce nelle situazioni dell'esistenza con i sacramenti che seguono fedelmente la vita nei suoi drammi, avventure, rischi, evoluzione. Ogni sacramento infatti è un momento del passaggio globale di Gesù dal principio alla fine della nostra vita terrea.
L’inizio di una esistenza è già condiviso da Dio col battesimo, quindi anche se il piccolo non ne è pienamente cosciente, Dio vive in lui.
Il rafforzamento: pensiamo all’adolescente che sta crescendo, che deve affrontare la grande vita, la socialità, la pubertà ed allora ecco che lo Spirito Santo rafforza con la confermazione.
Il possesso di Cristo con l’eucaristia, lui in me io in lui.
Il rinnovamento continuo, perché siamo continuamente chiamati a fare delle scelte, e il perdono di Gesù ci segue e con la riconciliazione ci dà vita, perché basterebbe un solo peccato per staccarci da Dio per sempre.
L’amore familiare e anche il servizio comunitario sono importanti per la santificazione degli uomini.
La fine della vita. L'unzione degli infermi ci mette in particolare rapporto con un aspetto tipico di Cristo, il Cristo sofferente e glorificato. Sebbene tutti i sacramenti prendano la nostra vita e la rivolgano verso l’eternità incorporandoci a Gesù Cristo, questo in particolare è il sacramento che non accompagna più da una situazione di vita ad un’altra, ma dalla situazione della vita alla vita eterna.
La Chiesa è fatta di sacramenti. Infatti è composta da battezzati e ha il potere di amministrare i sacramenti per continuare se stessa a favore di tutti, ha cioè in sé il grande tesoro di potersi rigenerare continuamente coi sacramenti stessi.

Simbolo e sostanza
Ogni sacramento ha una forma sua propria, simbolica e riconoscibile, e ciò che in esso si vede rappresenta ciò che avviene realmente. L’acqua è un simbolo, ma il simbolo fa capitare ciò che simboleggia, non è la sostanza, ma indica cosa sta succedendo realmente, quale mistero sta passando.

Grazia e disposizione personale
Ogni sacramento è sempre un atto che avviene tra Dio e l’uomo tramite Gesù Cristo, un atto tra due persone vive. Essendo un atto personale necessita di consapevolezza e intenzione, perciò si compie sempre e solo quando l’uomo e Dio si incontrano, lo sanno e lo vogliono tutti e due. Nel sacramento siamo certi di una cosa: l’intenzione di Dio è certa, fedele, efficace, quindi è una forza che prorompe (la grazia); quella dell’uomo, a differenza di quella di Dio, è variabile, ma sempre perfezionabile se l’uomo ce la mette tutta, si rende disponibile (disposizione personale). Il sacramento perciò ha una costante, Dio che c’è sempre, ed una variabile, che è la modalità con cui l’uomo celebra il sacramento.


Impostare la propria identità con il sistema dei sacramenti

La lettura razionale e teologica dei sacramenti ci fa capire che sono la struttura portante di tutta l’identità cristiana e che, pertanto, il cristiano che vuol essere tale intende far dipendere dal legame e dall’efficacia dei sacramenti tutto il resto della sua vita.
Per possedere un sistema forte bisogna essere educati a impostare la propria identità attraverso i sacramenti. Ad esempio se il progetto di vita è studiare, laurearsi, lavorare… non è preceduto e sostenuto dal sistema dei sacramenti è chiaro che bisogna rimettere a posto la scala dei valori.
I sacramenti sono il capolavoro di Cristo: più di così per farmi come lui e operare come lui non poteva proprio fare!
La dottrina sui sacramenti è importante per dare risposte alla propria coscienza intellettiva e a quella etica: il cristiano è un essere sacramentale e nella misura in cui vive, sfrutta e fa fruttificare i sacramenti che possiede, si santifica. I cristiani continuamente ravvivano il tesoro che possiedono e realizzano la loro alleanza sacramentale.
I sacramenti sono un dono grandissimo di Dio e della sua infinita misericordia. Il sacramento più alto è l’eucaristia, quello più toccante la penitenza. È una meraviglia come Dio si accosti alla miseria umana mai spaventandosi, mai scandalizzandosi.

Giuseppe Pollano
tratto da un incontro all’Arsenale della Pace
testo non rivisto dall'autore