Sermig

Dal silenzio all’ascolto

Lucia Merli, l'Angelo del silenzio


Il silenzio per cogliere il mistero di Dio e riconoscerLo nei fratelli. L’ascolto della Parola per metterla il pratica.
di Madre Anna Maria Cànopi, osb
 
 
 
Mappamondo che riflette una tastieraViviamo nell'era della comunicazione: oggi si ritiene che la persona si possa realizzare nella misura in cui comunica nel "villaggio globale" che è diventato il mondo. In parte è vero, tuttavia se si privilegia soltanto questo aspetto si rischia di perdere un'altra dimensione della creatura umana non meno importante, anzi quella che fonda la stessa comunicazione: il silenzio. La parola, infatti, per essere significante deve maturarsi ed alimentarsi alla fonte interiore dell'essere, deve sgorgare da un cuore le cui radici affondano nel mistero divino, altrimenti essa scade in un vuoto cicaleccio, si banalizza in verbosità e cerca di imporsi con toni assordanti e persino con volgarità e insolenza.

I seguaci di Gesù sono infatti chiamati a realizzare e a custodire i genuini valori dell'uomo, perciò dove e quando essi sono calpestati, devono avere il coraggio di andare controcorrente e non scegliere la via più facile e larga. Amare e coltivare il silenzio significa fare spazio dentro di sé prima di tutto a Dio e poi ai fratelli. Solo quando ci si è liberati dalla brama di autoaffermarsi e di porre se stessi al centro dell'interesse è possibile mettersi in silenzio. L'uomo orgoglioso - e chi non lo è, poco o tanto? - non sa tacere, perché non vuole anteporre nessuno a se stesso. Di conseguenza non sa ascoltare, anzi, parla sempre di sé e a se stesso.

Maria Amalia, SilenzioSolo la via dell’umiltà, della dimenticanza di sé fa pervenire alla terra promessa del silenzio dove il cuore si sprofonda in adorazione del mistero di Dio e diviene capace di riconoscerlo presente nel volto dei fratelli, delle sorelle, dei poveri, dei sofferenti, di ogni uomo. Questo itinerario di liberazione dalla tirannia del proprio io, del resto, non è altro che il cammino stesso di conversione a cui siamo ogni giorno chiamati e con particolare impegno nel tempo di grazia quaresimale.
Il vero silenzio non è tanto frutto di nostri sforzi ascetici, quanto piuttosto l'irraggiarsi di una Presenza. È Dio che ci parla e ci fa entrare in dialogo con Lui, perciò ci fa sentire l’esigenza di tacere per poter ascoltare.

L’iniziativa del dialogo con la persona umana parte infatti da Dio stesso; il dono è quindi, da parte del primo interlocutore, veramente incomparabile. Parlando all'uomo Dio gli si rivela come Amore e gli si dona senza misura. Per questo alla vera conoscenza di Dio non si giunge solo con l'intelligenza - per via di ragionamenti e riflessioni - ma con il cuore, mediante l’intuizione dell'amore che da Lui stesso si riceve. Per accogliere la Parola del Signore bisogna dunque aprire l'orecchio del cuore.

Come stupirsi, allora, del fatto che si possa essere innamorati della Parola? Il salmista ne canta con accenti appassionati le qualità eccellenti: essa è verace, fedele, stabile, irrevocabile, meravigliosa, è scudo di protezione, nutrimento, dolcezza, fonte di vita, di luce, di gioia, di consolazione, di pace, di felicità perenne; in breve, essa ha tutti gli attributi di Colui che la proferisce (cf. Sal 118).
Guai a chi chiude l'orecchio del cuore a "Colui che parla" personalmente e in piena autorità! (cf. Eb 12,25).

Per il credente ascoltare è aderire con amore a Colui che parla e diventare sua dimora.
Questo stile di ascolto e di risposta è il contrassegno dei cristiani.
Se ascoltare una persona significa accoglierla, ascoltare il Signore significa credere in Lui e aderire incondizionatamente alla sua volontà.

Si tratta di un ascolto insieme passivo e attivo, tenendo desto il senso della fede, porgendo a Colui che parla l'orecchio del cuore tutto pervaso di riverente amore e con risoluta deliberazione ad acconsentire prontamente per diventare luogo in cui ogni sua parola si fa atto vitale. Mano che porta il segno sulla Bibbia durante la letturaQuando la Parola di Dio trova un cuore così disponibile opera davvero meraviglie; crea continuamente cose nuove che già appartengono al Regno dei cieli.

Mentre forse sulle vie e nelle piazze della città fa strepito il Carnevale - clamore di paganesimo! - coloro che desiderano vivere veramente da cristiani devono sentire l’urgenza di iniziare la quaresima abbracciando innanzitutto questa pratica ascetica: il silenzio per l’umile e intenso ascolto dell’unica Parola carica di verità e di vita, di amore e di gioia.



Madre Anna Maria Cànopi, osb
Abbazia benedettina "Mater Ecclesiae"
Isola San Giulio (Novara)
da NP febbraio 1996