Sermig

Resurrezione di Cristo, resurrezione dell’uomo

di Cesare Falletti - Gesù ha aperto la via che conduce l'uomo a vivere già oggi alla presenza del Vivente la vera vita.

Icona realizzata da una monaca del Sermig Negli ultimi giorni, quelli della Passione di Gesù, abbiamo contemplato il ritorno dell'uomo al Padre: Gesù sfigurato, "verme e non uomo" come dice il salmo, è il vero uomo ricreato nello splendore della somiglianza con Dio. Dio è amore e nell'infinito amore umano di Gesù vero Dio e vero uomo l'uomo somiglia a Dio. La realizzazione di questo meraviglioso disegno divino si realizza nella Pasqua, Risurrezione e Ascensione di Gesù Uomo nella Gloria del Padre, dove introduce l'uomo ormai suo fratello nella comunione con Dio e nella pienezza della sua umanità, creata per essere felice.

Cristo risorto è vincitore della morte. Non tanto della morte puramente fisica, che è dovuta alla struttura dell'uomo (anche se è risorto con il suo corpo umano perché doveva vincere anche la nostra morte, pur senza evitarcela nel cammino sulla terra), ma aprendo la porta della Vita immortale. Ha vinto quella morte che separa l'uomo dalla vera vita, dalla comunione con la Vita che è la SS. Trinità. Per questo Gesù può dire che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue non gusterà la morte. Chi è davvero in comunione con lui e lo segue, già beve alla fonte della Vita e la morte fisica non può fare alcun male, non può intaccare la vita che già ha ricevuto.

La Risurrezione di Gesù è la risurrezione dell'uomo, della natura umana che non aveva accesso al Dio della vita. La Risurrezione rimane per l'uomo un mistero inesprimibile, perché non ne ha l'esperienza, può solo crederla con un atto di fede nella Parola, nella Rivelazione per mezzo della quale il Signore lo conduce oltre la sua capacità di cogliere, di razionalizzare e di definire. Proprio per questo Pasqua con la Risurrezione è il mistero centrale, fondante della fede cristiana.

Gesù risorge con la nostra natura e si è talmente legato a noi che non vuole tornare al Padre senza di noi, ma incorporando a sé e chiamando fratelli tutti gli umani. In lui, dice san Paolo, siamo con-morti, con-sepolti, con-risorti e con-seduti alla destra del Padre nella Gloria. Questo è quello che viviamo nel Battesimo, che ci comunica, ci dona la vittoria di Cristo come eredità personale, di cui, in quanto ancora minorenni, non possiamo godere e disporre, ma che essendo già nostra ci è garantita e noi possiamo insieme chiamare il Dio Altissimo Padre e il Verbo eterno Fratello e Salvatore. Come sigillo di questo dono infinito riceviamo lo Spirito Santo che toglie il nostro peccato, cioè ciò che ci separa da Dio, il muro di separazione e ci dà voce e coraggio per dire Abbà, cioè Papà, come può dirlo un figlio che si sa amato dal padre e che può permettersi di osare dire tanto.

La risurrezione di Gesù è il punto di coagulo di tutta l'umanità; tutti siamo chiamati, in un certo senso attratti, salva restando la totale libertà di lasciarsi attrarre, a trovare la nostra unione in essa. In tal modo coloro che sono incorporati a Gesù nel battesimo e che si lasciano condurre dallo Spirito formano una unica Chiesa e in essa, quale corpo vivente di Cristo, vengono nutriti dalla Parola, dai sacramenti e dalla carità fraterna. Nella Chiesa Gesù è presente. Io sono con voi, proprio con voi che mi avete fatto fuori, fino alla fine del mondo. Così grande è la fedeltà dell'amore di Dio.


Servizio Rai 3 sul monastero di Pra 'd Mill
Cesare Falletti

Priore del monastero Dominus Tecum di Pra 'd Mill

sito: www.dominustecum.it