Sermig

Luglio 2014 - Mondiali - I momenti più etici e Cristiani

Sul piano sportivo, la ferocia agonistica di chi non si accontenta di partecipare, ma vuole vincere la Coppa del Mondo, ad ogni costo.

Sul piano sociale, la legittima rabbia di chi è consapevole di gigantesche risorse spese non per i bisognosi, ma per gli stadi.

In un contesto del genere, non è stato facile trovare pagine edificanti, soprattutto sul piano educativo, da raccontare, staccare e conservare.

Io ci ho provato, stando attento non solo all’andamento delle partite, ma anche al resto, giorno per giorno.



Seconda parte - ordine cronologico inverso (dal più recente al meno recente)

15-6-2014 – DARMIAN: L’ASSO DELL’ORATORIO
A Rescaldina, in provincia di Milano, c’è un oratorio, dove si impara a pregare, e anche a giocare a calcio. Un tempo, era una situazione abituale, mentre oggi, quando ce ne sarebbe tanto bisogno, in un mondo secolarizzato, non più. Uno degli ultimi assi, cresciuti in un oratorio, si chiama Matteo Darmian, la rivelazione azzurra dei Mondiali. A 10 anni, furono in 4 di quel campo a essere provati dal Milan, e solo Matteo riuscì a convincere gli osservatori. L’aspetto umano più bello della vicenda è che Darmian è rimasto in contatto continuo con gli altri 3 ragazzi. Il primo lavora nel ramo manutenzione caldaie, il secondo studia ancora, e il terzo ha già una famiglia, con un figlio.

15-6-2014 – TORNA A CASA UN "CAMPIONE"
Durante la partita fra Italia e Inghilterra, tutti siamo rimasti con il fiato sospeso, dopo il pareggio britannico, perché non si capiva chi stesse male davanti alla panchina dei nostri avversari. L’allenatore? Un giocatore? Dopo molti minuti, è giunta la notizia che si trattava del fisioterapista Gary Lewin, ricaduto male su una bottiglia, dopo un salto di esultanza. Ora, purtroppo, si deve rassegnare a tornare a casa, per essere operato, ma è importante ricordare un episodio, che lo ha reso “stoico”, al bivio fra la vita e la morte. Nel 2007, infatti, fu lui a salvare Terry, celebre difensore, dopo un drammatico scontro con Diaby. L’immediatezza del suo intervento, infatti, fu decisiva.

13-6-2014 – IL TATUAGGIO DI THIAGO SILVA
Thiago Silva, capitano del Brasile, uno dei più forti difensori centrali del mondo, ha un tatuaggio sul braccio destro: “Non posseggo il mondo, ma sono il figlio di chi lo possiede”. Personalmente, ritengo pericoloso tatuarsi, non per motivi fisici o estetici, ma perché ogni uomo deve concedersi il diritto di cambiare idea su qualsiasi cosa. La Fede, spesso, è l’espressione spirituale che soffre meno di trasformazioni, per cui il giocatore può permettersi quello “slogan”, sapendo che è incancellabile. L’importante è che serva come “pro memoria” per comportarsi sempre di conseguenza, e cioè con coerenza, secondo il Vangelo, senza che resti una forma di esibizionismo superficiale.

12-6-2014 – CALCIO D’INIZIO DI UN PARAPLEGICO
È un giovane paraplegico a dare il simbolico calcio d’inizio dei Mondiali. E, se questo è possibile, lo si deve a un miracolo della scienza, firmato Miguel Nicolelis. È l’ideatore, infatti, di un eso-scheletro, che, consente a una persona, con gli arti inferiori paralizzati da una lesione totale del midollo osseo, di camminare. Gli impulsi partono direttamente dal cervello, ed è l’aspetto più stupefacente dell’invenzione. Ora, la speranza è che sia lo sport ad aprire una nuova strada, sulla scia delle protesi di Pistorius. Da questo mondo, infatti, scaturisce spesso l’abbattimento di qualsiasi barriera, da quelle razziali a quelle fisiche, con benefici per l’intera umanità.

12-6-2014 – EDUARDO CANTA 2 INNI
La mamma di Eduardo Alves da Silva, per tutti Eduardo, nato a Rio De Janeiro, ma naturalizzato croato dal 2002, lo aveva promesso: “Mio figlio, il 12 giugno, canterà entrambi gli inni nazionali”. Non c’è nulla da scandalizzarsi, se si custodiscono 2 “patrie” nell’anima. La Dinamo Zagabria, infatti, lo prelevò da una favela all’età di 16 anni, per cui il giocatore deve una eterna gratitudine alla Croazia. Di lì, ha spiccato il volo, giocando nell’Arsenal e nello Shakhtar Donetsk. Non lo ha fermato neppure un gravissimo infortunio, riportato nel 2008: la frattura scomposta di tibia e perone. Evidentemente, chi cresce in una favela ha una capacità di sopportazione fuori dal comune.

11-6-2014 – NEYMAR PROTEGGE UN INVASORE
Un siparietto che fa il giro del mondo: da un lato Bernardo, 8 anni; dall'altro Neymar, il campionissimo. Durante una seduta d'allenamento del Brasile, il baby tifoso invade il campo, ma viene subito fermato dalla security. L'attaccante del Barcellona, distante qualche metro, si accorge dell'accaduto, stoppa la guardia, e prende in custodia il bambino. Poi, lo porta fra i compagni: tra foto e strette di mano, il pomeriggio diventa indimenticabile, e non solo per Bernardo. In Italia, soprattutto, il calcio è diventato un mondo “blindato”, per esigenze di sicurezza, ma anche per motivi, a volte, irragionevoli. Guai a considerare solo lo sterminato pubblico televisivo, e non quello fisico!

10-6-2014 – GERMANIA PER I BAMBINI
Il presidente della Federazione tedesca Niersbach, e della Lega tedesca Rauball si recano nell’area di San Paolo, per portare Euro 15 mila a un centro di accoglienza per l’infanzia disagiata. Da tempo, il calcio tedesco ha preso in affidamento la struttura, insieme con la compagnia di bandiera, e stavolta c’è un tetto da riparare. Si tratta di uno dei 15 progetti sociali sparsi per il mondo, il più antico dei quali è un orfanotrofio a Queretaro, scoperto durante i Mondiali 1986. Erano tempi in cui, in Messico, si temeva la rivoluzione, a causa della spaventosa povertà della gente. Chiunque avesse occhi per vedere, e cuore per sentire, si sarebbe accorto di certe atrocità.

8-6-2014 – PARASTINCHI PER I DEFIBRILLATORI
Artigianato tecnologico italiano alla ribalta. La matita di Valerio Marini, collaboratore de “La Gazzetta dello Sport”, disegna nei modi più suggestivi i parastinchi dei campioni, partecipanti ai Mondiali. Per Buffon, c’è Superman. Per Chiellini, King Kong. Per De Rossi, un gladiatore. Dopo la manifestazione, avverrà un’asta benefica, nel sito Charity Stars, e il ricavato andrà a Live Onlus, che dona defibrillatori a strutture sportivo-scolastiche improvvisate. Il business dei parastinchi è evidente, nel senso che sono destinati a essere messi in commercio per chiunque. È anche giusto, però, sottolineare il nobile intento, perché la cassa di risonanza del calcio può fare tanto.

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