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Un passo avanti

di Chiara Genisio - Migliorare la vita nelle carceri italiane: l’impegno dei garanti dei detenuti.

I garanti delle carceri piemontesi si sono dati nuove priorità per migliorare le condizioni dei detenuti in particolare i portatori di Handicap. In primis, tra le tante criticità, è urgente intervenire sulle strutture.

Rendere sicuri i luoghi di detenzione anche dal punto di vista igienico e sanitario. Su questo puntano per questo nuovo anno i garanti dei detenuti delle carceri piemontesi. Ciascuno per ogni istituto di pena ha individuato la priorità, una sola, quella ritenuta fondamentale per iniziare un percorso autentico per una nuova esecuzione penale.

Un passo avanti per trasformare luoghi degradanti in ambienti dignitosi. Interventi presentati dal garante regionale dei detenuti Bruno Mellano con una lettera inviata a Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Un elenco che avrebbe potuto e dovuto essere più lungo, sostiene Mellano, “ma – spiega – abbiamo preferito limitarci a una sola segnalazione per istituto, oltre a un richiamo finale relativo a una problematica sanitaria trasversale e comune a tutti i penitenziari piemontesi, nella consapevolezza che un cahier de doléances avrebbe finito per risultare obiettivamente troppo ambizioso, dispersivo e poco utile alle finalità che ci siamo dati di contribuire al superamento delle condanne della Cedu (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali) per l’erogazione sistematica di pene inumane e degradanti”.

Ciascun garante ha assicurato che ogni occasione sarà sfruttata per raggiungere l’obiettivo fissato, consapevoli che se non ci potrà essere per tutti la risoluzione del problema, si potrà almeno ottenere l’individuazione delle soluzioni mediante la definizione di progetti, costi e tempi. Una richiesta ragionevole. Trasversale è la questione del centro di assistenza sanitaria presso la casa circondariale di Torino, considerata un polo di eccellenza dal punto di vista medico. Un centro su cui la Regione Piemonte ha deciso di investire, ma che ha carenze strutturali spaventose. Una su tutte: non è accessibile per le persone portatrici di handicap, ma anche gli ambienti riservati agli ambulatori e le stanze per il pernottamento non scherzano come stato di degrado.


Tra le richieste formulate a Roma compare la chiusura definitiva ad Alessandria del Cantiello e Gaeta per accorparlo alla casa di reclusione San Michele. Valorizzando così un edificio di grande interesse storico nel cuore della città, ma assolutamente non idoneo alla visione di carcere educativo. Un nuovo pavimento per la cucina di Biella è la richiesta di Sonia Caronni, garante comunale, un intervento che non solo riporterebbe ad un normale livello di igiene l’ambiente ma potrebbe offrire l’opportunità di dar vita a laboratori formativi gastronomici. Interventi diversi, ma con un unico sguardo: la dignità per ogni persona.

Chiara Genisio
SENZA BARRIERE
Rubrica di NUOVO PROGETTO