Sermig

Un nuovo stile di vita

Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi, violenze… C’è bisogno di noi.
Possiamo fare la nostra parte e proporre a noi stessi e agli adulti una nuova prospettiva da cui guardare il mondo; possiamo portare sogni, etica, voglia di valori tra i nostri coetanei, nella scuola, nella cultura, nella religione, nella politica, nell’economia e ovunque operiamo.
Siamo pronti a mettere da parte la sfiducia, la paura, ad aprirci alla speranza.
Corda

Ma il domani è già oggi, è tra le nostre mani.
Per costruire il futuro bisogna cominciare dal presente. Bisogna essere il presente! Un desiderio e un impegno che non si riducono ad un momento, ma chiedono una “conversione”, chiedono preparazione, caparbietà e un bagaglio irrinunciabile. Vogliamo che la vita di ciascuno di noi diventi un fatto di speranza.

Gli Appuntamenti Mondiali dei Giovani della Pace nascono dal desiderio di coinvolgere tanti in questa responsabilità, tanti che dicano “Io ci sto. Ci metto la vita”. Il “Mondiale” non è una “giornata”, non è uno spettacolo. È un percorso. Diamo appuntamento ai giovani come noi che decidono di mettersi in gioco per cambiare questo mondo, partendo dal proprio stile di vita.
folla Crediamo che occorra oggi una riconciliazione tra la generazione dei padri e quella dei figli, per gettare insieme basi nuove per un futuro diverso.

Vogliamo percorrere un cammino di formazione permanente
che duri tutta la vita e per tutte le sue stagioni. Un cammino che porti ognuno di noi ad essere una persona completa, attenta ai segni dei tempi, capace di comprendere ed esprimere la complessità dei problemi, pronta a tradurre in operatività il pensiero maturato.
folla
Dire "Io ci sto" non è per noi l’impegno episodico di un momento di emotività, ma diventa scelta quotidiana che si allarga ai nostri amici, ai nostri gruppi.

Per nutrire il nostro "Io ci sto" abbiamo bisogno di un cammino di formazione permanente.

Una formazione che cresce e si sviluppa su tre dimensioni:

1. il lavoro su noi stessi,il primo e più importante, perché dà valore assoluto alla persona, ci rende consapevoli delle nostre potenzialità, ci aiuta ad entrare nell’equilibrio di tutto il nostro essere;

2.un impegno coerente nella realtà in cui viviamo, che sia il mondo della scuola, la parrocchia o altri ambiti aggregativi - il quartiere, il paese, la città - come studenti o lavoratori, figli o genitori, laici o religiosi, condotto sempre con spirito di servizio;

3. una capacità di sguardo sul mondo: impariamo a guardare al mondo come la casa comune dell’unica famiglia umana.
Qualunque gioia o sofferenza, ovunque accada, ci è vicina, attende la nostra commozione e il nostro interessamento.

Per una formazione permanente occorre poi imparare a “logorare i gradini dei saggi”, ricercare dei maestri per crescere nel confronto con donne e uomini che non predicano ma vivono la saggezza nel silenzio, nello sguardo, nella compassione, nei comportamenti.
Maestri disposti a condividere il sapere e a far crescere la cultura della vita.


Le nostre parole-chiave per un nuovo STILE DI VITA

Non vogliamo che il mondo ci cambi, che corrompa le nostre migliori aspirazioni. Vorremmo essere noi a cambiare il mondo.
Sappiamo che per farlo dobbiamo avere idee chiare, darci un metodo che giorno dopo giorno possa trasformarsi in stile di vita. Per questo abbiamo individuato alcune parole-chiave.
folla

Restituzione
Io ci sto… a restituire e restituirmi.
Credo che la vita sia un dono e un’opportunità, per me e per gli altri. Nelle mie mani ho tempo, capacità, intelligenza, possibilità di scelta, denaro. Ho una cultura, una professione,
l’esperienza del presente e del passato. Questi beni mi possono far diventare egoista o altruista, sapiente o cieco. Restituzione è condividerli, metterli a servizio del bene: allora il loro valore si moltiplica.

Restituzione è passare dalle parole ai fatti, è dare agli altri il meglio di me. Restituzione di ciò che sono e di ciò che posseggo è credere ed operare per la giustizia.
Ogni giorno 100mila persone muoiono per fame. Se fossero mia madre o mio fratello, guai! Ma io devo considerare tutti, proprio tutti, miei familiari. Perché gli altri siamo noi. Restituzione è una mentalità, il segno concreto che la soluzione dei grandi problemi passa anche da me. Restituzione è l’inizio della più grande rivoluzione non violenta: la rivoluzione della commozione e dell’intelligenza.

Sobrietà
Io ci sto… a vivere con sobrietà.
Sobrietà è la conseguenza naturale dello spirito di restituzione.
Sobrietà nel mangiare, nel vestire, nel modo di spendere, nel mio tempo libero. Sobrietà è non sprecare nulla, consumare solo il necessario, rispettare la natura. Sobrietà è rifiutare la logica dello sballo e l’uso di qualsiasi droga - anche solo di uno spinello - perché manda in fumo le mie potenzialità, mi rende schiavo e finanzia le mafie.

Sobrietà nel rapporto con gli altri è vivere ogni legame nell’autenticità e rispettando
la libertà dell’altro, non tradire la fiducia di nessuno, non scendere a compromessi per rincorrere il successo personale. Sobrietà, a partire dal linguaggio, è amare la semplicità che non fa sentire nessuno escluso. Sobrietà è sapere che ogni mia scelta è un voto dato all’avidità o alla condivisione.

folla
Dialogo
Io ci sto… ad aprirmi al dialogo.

Dialogo per crescere nel rispetto con chi è diverso da me. Dialogo è meritarmi di dialogare, e questo accade se sono una persona credibile. Dialogo che non maschera la mia identità e i valori in cui credo, ma mantiene aperti intelligenza e cuore.

Dialogo se sono disposto a sedermi intorno ad un tavolo, pronto a cambiare qualcuna delle mie idee. Dialogo è guardare avanti e non indietro, è abolire la parola nemico, è unire le forze per risolvere il problema che abbiamo in comune. Dialogo è mettermi nei panni dell’altro anziché voler imporre il mio punto di vista.

Dialogo è capire le ragioni degli altri. Dialogo è voler conoscere e comprendere la storia del popolo diverso dal mio, per migliorare il nostro presente e il nostro futuro.
Dialogo è reciprocità di diritti e di doveri: tutto ciò che è permesso in un Paese deve essere permesso anche negli altri. Perché la strada dell’odio non porta al domani.

folla
folla
Pace
Io ci sto… a lavorare per la pace.
Pace che discende dalla giustizia, dal perdono, dal dialogo. Pace prima di tutto con la mia storia.
Pace con l’altro, che mi libera dal rancore, che mi riapre alla vita.

Pace non solo per me, ma per tutti. Pace che non si improvvisa, ma va progettata con metodo, 24 ore su 24. Pace che ha bisogno di mille azioni diverse per essere costruita, perché le cause delle guerre sono sempre complesse. Pace perché la storia bussa alla porta della nostra intelligenza.

E ci dice che solo la “pace preventiva” può portare alla pace, accompagnata dalla giustizia preventiva, dal lavoro, dalle cure, dall’istruzione, dai diritti e dalla dignità, dalla solidarietà preventivi.

Siamo cresciuti pensando che ci fossero guerre giuste. Vogliamo pensare d’ora in poi che tutte le guerre, tutte le violenze sono ingiuste. Solo la pace è giusta, solo la giustizia è giusta, solo lo sviluppo per tutti è giusto.

Pace perché lo stato di diritto è la miglior sicurezza. Pace per dire no a tutte le armi, che uccidono quattro volte: perché mettono le nostre intelligenze a servizio della morte anziché del bene; distolgono risorse economiche dall’educazione, dalla sanità, dallo sviluppo; uccidono veramente, lasciando sul campo morti e feriti; preparano la vendetta.
Pace che non ha eserciti pronti, ma ha la ragione, ha te, ha me.


Silenzio
Io ci sto… a fare silenzio.
Silenzio per entrare in una conoscenza profonda di me stesso, con il coraggio di guardarmi allo specchio e di vedere i miei limiti. Silenzio perché possano risuonare la voce della mia coscienza e la voce di Dio.
Silenzio per lasciar emergere il bene che posso fare, per dare forza alle mie convinzioni e ai miei sogni.
Silenzio è umiltà di chi ascolta per comprendere
e imparare. Silenzio per capire meglio gli altri, per vederli meglio al di là del mio punto di vista, al di là del loro “colore” politico, di pelle e di religione.

Silenzio per uscire dalla gara a chi grida più forte.
Silenzio per far pensare un mondo che ha fatto della confusione, dell’avidità e dell’aggressione il suo stile.
Silenzio è determinazione di ascoltare il grido delle ingiustizie che mi circondano e di non accettare più l’indifferenza. Silenzio perché le parole non siano più scatole vuote da riempire sull’onda del momento.
Silenzio per dare significato ad ogni respiro e all’attimo che ho davanti.

folla


Carta dei Giovani

Nel percorso degli Appuntamenti Mondiali precedenti i Giovani della Pace hanno realizzato e firmato la Carta dei Giovani, il manifesto del loro impegno. Dieci punti che racchiudono le loro speranze, le loro migliori volontà. È da questi dieci punti che nasce la “Proposta per un nuovo stile di vita”.


Voglio trovare il senso per la mia VITA, che è unica ed irripetibile, per viverla senza guerra, violenza, paura e sperare nel futuro.

Mi impegno perché ogni UOMO e DONNA possa valorizzare le proprie potenzialità e perché nessuno sia sfruttato.

Voglio capire cosa è il bene e cosa è il male, voglio vivere in un mondo dove esiste il perdono e dove la vendetta sia abolita.

Mi impegno a CAMBIARE vita se ho sbagliato.

Voglio lottare contro le SCHIAVITU' che ci hanno proposto COME LIBERTA' e che hanno ucciso troppi ragazzi e ragazze.

Mi impegno perché tutti abbiano accesso agli strumenti per comunicare e l’informazione sia al servizio della persona.

Voglio amare e capire, nella libertà, che cosa è la verità.

Mi impegno
perché il LAVORO possa essere un bene per tutta l’umanità.

Voglio
avere la libertà di coscienza e di professare la mia FEDE in ogni parte del mondo.

Mi impegno perché tutte le risorse e le ricchezze siano usate ed equamente distribuite per contribuire a costruire un mondo migliore, e voglio che la terra sia RISPETTATA.


Io ci sto.
Ci metto la faccia per squarciare il buio dell’odio,
della fame, della guerra, dell’ingiustizia, dell’egoismo, dell’ignoranza, della paura, della droga,
dell’indifferenza.