Buddy Guy - Damn Right, I've Got the Blues

Pubblicato il 11-08-2012

di gianni

di Gianni Giletti - Ma alla fine il blues cos'è ? Una musica ?
- Mah, sì anche.
- Un genere musicale ?
- Mmm. Meno, direi di no.
- Un modo di suonare ?
- Boh sì, forse, però...
- Vorresti forse dire che è poesia ?

Ecco, questa è la risposta.
Il blues è poesia, una delle poche autentiche poesie popolari degli ultimi 150 anni.
All'inizio è solo cantato o accompagnato talvolta dall'armonica o dal banjo. Poco alla volta gli si affianca uno strumento come la chitarra e poi il piano - Chicago anni '20 -  e poi le grandi cantanti, i girovaghi con la chitarra e poi giù giù, il blues elettrico, il rock blues, fino ai nostri giorni.
Il blues allora è sentire, un sentimento che parte da un  fatto  e un luogo preciso - la schiavitù e la segregazione degli schiavi africani deportati negli Stati Uniti  - e si allarga sempre di più verso culture e paesi alieni rispetto a questa vicenda storica.
Quando avviene questo, significa che quella musica parla al cuore di tutti, a dispetto di  provenienze o culture: diventa una musica universale.
Questo disco declina uno dei modi più recenti di suonare il blues e lo fa uno dei grandi vecchi del blues ancora in circolazione.
Buddy Guy, classe 1936, cantante e chitarrista, è stato fonte di ispirazione dichiarata per diversi chitarristi rock, tra cui Eric Clapton.
Ma oltre alla chitarra, la sua voce profonda eppure così alta è quella che mi impressiona di più. Una voce particolare, nera ma non scura, che usa uno stile non convenzionale per farsi notare, quasi gridata, eppure sottile, magica, fatata.
Davvero un bel disco che spiega con dovizia di particolari cos'è il blues oggi.
Clicca qui per un ascolto.

Buddy GuyBuddy Guy
Damn Right, I've Got the Blues
Silvertone/BMG 1991









La Musica che non c'è – Rubrica di Nuovo Progetto

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